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Nessuna maestra per Gaetano, bambino autistico di 5 anni

Fa il giro del web la storia di Gaetano, bambino autistico di Pompei e della sua mamma, Imma. E un suo post Facebook diventa virale

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Imma è una donna di trentatré anni di Pompei. É anche la mamma di Gaetano, un bambino autistico di cinque anni. La prima diagnosi risale a quattro anni fa, e da allora Imma deve combattere, usando le sue parole, “contro i centri di riabilitazione che non hanno mai posto per le terapie di Gaetano, contro i professionisti inefficienti e poco preparati, ma sopratutto contro il sistema scolastico e le sue mancanze”.

La sua storia la conosciamo perché un suo post su Facebook ha fatto il giro del Web, superando ormai le 50.000 condivisioni. La donna infatti, dalla pagina “La voce di Gaetano” parla della sua lotta contro un sistema che fa fatica a prendersi cura di chi è più in difficoltà.

Nessun insegnante di sostegno per Gaetano

Infatti Irma, ad una settimana dall’inizio della scuola, non era ancora riuscita ad ottenere la presenza di un’insegnante di sostegno che potesse prendersi cura del piccolo Gaetano durante le ore di lezione.

L’insegnante dell’anno scorso ha deciso di cambiare professione, e la scuola non era riuscita a trovare un rimpiazzo in tempo utile per l’inizio delle lezioni.

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Gaetano in quanto bambino autistico ha bisogno di essere seguito costantemente.

E nonostante la maestra di ruolo non abbia opposto alcuna resistenza alla sua presenza in classe, sua madre non si dice tranquilla a lasciarlo li per una intera giornata. Infatti il piccolo va accompagnato al bagno ogni mezz’ora, va stimolato per evitare che si isoli, e va controllato di continuo perché tende a scappare. Insomma, senza una persona dedicata a lui, per il piccolo Gaetano il diritto alla scuola rischiava di restare sulla carta.

Il post su Facebook

Ma grazie all’intraprendenza della madre e alla condivisione della sua storia diffusa attraverso Facebook, qualcosa si è mosso, e la maestra di sostegno per il piccolo è finalmente arrivata. “Grazie a questa catena di solidarietà sul web la nostra storia è arrivata a chi di dovere e finalmente oggi la maestra di sostegno è arrivata, così da domani comincerà il suo percorso con Gaetano” scrive Imma. Che però aggiunge: “Mio figlio adesso non è più solo, ma migliaia di altri bimbi sì! E io vorrei essere la voce di ognuno di loro, perché stiamo parlando di diritti e non certo di privilegi.”

Insomma, quella di Gaetano è una storia finita bene, che però non deve far dimenticare la condizione dei tanti altri genitori che devono quotidianamente lottare contro una sorda burocrazia e contro il muro dell’indifferenza, che spesso rimuovono il disagio psichico dallo spettro del visibile, per relegarlo lontano dagli occhi e lontano dal cuore.

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