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Galli: “Guariti con anticorpi non dovrebbero fare vaccino, imposizione scientificamente scorretta”

Secondo Massimo Galli i soggetti guariti dal Covid he hanno già gli anticorpi contro il virus non dovrebbero fare il vaccino.

Galli guariti vaccino

Il primario di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli ha fatto il punto sulla campagna di immunizzazione in Italia e ribadito che i guariti dal Covid che hanno un numero sufficiente di anticorpi non dovrebbero ricevere il vaccino.

Galli sui guariti dal Covid 

Intervistato da Avvenire, l’esperto ha parlato di troppa semplificazione nella gestione delle vaccinazioni. Chi ha contratto l’infezione, ha spiegato, non dovrebbe fare il vaccino, spesso neanche una dose, perché ha già nell’organismo anticorpi che proteggono dal virus. Si tratta a suo dire di una plaeta di 6 milioni di persone a cui “si impone di vaccinarsi per ragioni più che altro burocratiche, perché altrimenti non avrebbero il green pass“.

Ci sono infatti migliaia di cittadini che, avendo scoperto dal test sierologico di aver avuto il Covid, non hanno diritto alla certificazione verde e devono comunque vaccinarsi pur essendo già protetti (al pari di chi ha il pass da guarito). 

Una norma che Galli ha definito “eticamente insostenibile e scientificamente scorretta“.

Galli sui guariti dal Covid: la protezione dei vaccini 

L’esperto ha poi smontato la tesi per cui con due dosi di vaccino viene assicurata una copertura del 90% contro il virus.

Non è così: quella è la regola ma poi ci sono tutti i casi particolari, i pazienti molto anziani che esprimono una immunosenescenza, chi fa chemioterapie importanti o terapie immunosoppressive, per non dire della vasta platea di persone affette da malattie autoimmuni“. 

Galli sui guariti dal Covid: la situazione negli ospedali

Galli ha infine fatto il punto sulla gestione dell’emergenza da parte del Sacco e in particolare del suo reparto, in cui “non abbiamo mai perso il controllo della situazione perché siamo preparati a gestire le emergenze infettive“.

In altri reparti, ha continuato, ci sono invece stati casi di burnout, del tutto fisiologici, tra professionisti che non si confrontano quotidianamente con questo tipo di malattie.

Oggi, ha aggiunto, i pazienti si contano in poche decine ove pochi mesi fa erano centinaia. La pressione si è infatti allentata, variante Delta permettendo, anche se non ha potuto negare che avanzino le minacce di sempre. Galli ha infatti concluso spiegando che secondo le previsioni degli esperti le infezioni da microrganismi multiresistenti nel 2050 supereranno gli stessi tumori come causa di morte. Infezioni banali da Escherichia coli, da klebsiella e da altri batteri sono infatti diventate resistenti resistenti agli antibiotici: “Si muore già, e molto, di tutto questo, ma la cosa non è sotto i riflettori“.

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