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Garibaldi massone, terza parte
Cronaca

Garibaldi massone, terza parte

La terza parte della storia di Garibaldi massone:

La spedizione militare cominciò sotto cattiva stella e l’esercito si arenò nelle montagne dell’ Aspromonte calabrese. Dopo una breve prigionia sotto i Piemontesi, Garibaldi si ritirò di nuovo a Caprera.

Nel corso dell’anno 1863, il S.C.G.O. palermitano cominciò a preoccuparsi seriamente della crescente attività. del rivale G.O.I. nell’Italia settentrionale, il quale fece proposte per unire tutta la Massoneria italiana, per mezzo di 4 sezioni territoriali. Il S.C.G.O., che non aveva alcuna intenzione di perdere la sua preminenza, mandò il suo Gran Segretario Giuseppe Colosi a Caprera, dove il Gran Maestro stilò il seguente Decreto:

“Caprera 31 agosto 1863

A tutte le LL., a tutti i Capitoli, Areopaghi, e Concistori, a tutti i ffr. Mass.Italiani di rito Scoz. ant. ed acc.

S:. F:. U:.

Si estenda in Italia con tutta l’energia possibile la mass:.

di rito Scoz. ant. ed acc.
Si continui, come si è fatto fino ad oggi, l’ubbidienza al S:. C:. G.. O:. d’Italia residente in Palermo, finchè non si potrà lavorare nel Campidoglio.
Il progetto di più centri indipendenti l’uno dall’altro, potrà realizzarsi tutte le volte che i medesimi sieno sotto l’ubbidienza del S:. C:. G.. O:. d’Italia residente in Palermo, come apice della piramide per l’unità Mass:.

Si dà a tutti i ffr:. il triplice bacio.

Il G:. M:. G:. C:. dell’Ord:. Scoz:. ant:. ed acc:. in Italia
G:. Garibaldi 33:.”

Inoltre, per mettere fine a qualsiasi polemica ed erronea interpretazione da parte dei “dissidenti” torinesi, il 3 novembre 1863 Garibaldi confermò la sua precedente dichiarazione in favore del S.C.G.O. in questo modo.

“Caprera 3 novembre 1863.

Al S:. C:. G.. O:. d’Italia del rito Scoz:. ant:. ed acc:.

sedente in Palermo.

Ad esplicazione delle mie tavole antecedenti dichiaro:
1° Non potersi mai porre in dubbio o in discussione l’autorità di cotesto S:. C:. di Palermo, ne tampoco la inamovibilità della sua sede.
2° Desiderare l’affratellamento di tutta la mass:. Italiana e la convocazione di un’ Assemblea mass:. allo scopo, ma non Costituente, cioè tale che possa sconvolgere i principi del nostro rito accettati, ma soltanto legislativa, o tale che possa redigere programmi e statuti per la federazione di tutte le LL:. Italiane sotto il primato inconcusso del S:. C:. G.. O:. di Palermo.
Questo valga ogni falsa interpretazione delle precedenti mie tavole e a tranquillità di cotesto S:. C:.

Il G:. M:.
G:. Garibaldi 33:.”

In aprile 1864 Garibaldi fece la sua trionfale visita a Londra, dove ebbe molti incontri sociali con persone di tutti i ceti e non per ultimi con gli esuli Mazzini e Herzen. Massonicamente non esisteva alcun rapporto tra l’Inghilterra e l’Italia ma sembra che Garibaldi abbia avuto un informale incontro con il Gran Maestro, il Conte di Zetland. Il Nostro non è mai stato ricevuto dalla Regina Vittoria la quale non apprezzava i suoi discorsi rivoluzionari, né le sue abitudini di partecipare a banchetti ufficiali vestito in camicia rossa. Alla fine, la Regina, preoccupata anche dai suoi furiosi discorsi contro Napoleone III di Francia, lo fece gentilmente invitare a lasciare l’Inghilterra, per “ragione di salute”. Così, Garibaldi non visitò Glasgow nella Scozia, dove l’eroe contava moltissimi ammiratori. Era prevista una visita ufficiale nella Loggia Massonica “St. Clair”, la quale aveva fatto coniare 2 medaglie per l’occasione, una da presentare a Garibaldi ed una da portare dal proprio Maestro Venerabile in occasioni speciali. La medaglia di Garibaldi fu portata a Roma più di 100 anni dopo, e nel 1986, quando il Gran Maestro del GOI visitò la Loggia “St. Clair”, si presentò la prima occasione in cui le due medaglie furono portate contemporaneamente in Loggia.

Dopo il suo ritorno in patria Garibaldi si mise immediatamente in contatto con il S.C.G.O., ribadendo la necessità di una Massoneria nazionale e non soltanto regionale. Fu prospettata anche l’entrata di donne ed, infatti, esistono vari diplomi, firmati dal Gran Maestro, dimostranti che furono effettivamente create delle “sorelle massoni”:

Per la verità, dagli archivi inglesi non risulta affatto che Garibaldi fu riconosciuto quale G.M. da parte del Conte Zetland, G.M. della G. Loggia Unita d’Inghilterra. Il Generale avrà scambiato come tale una cortese lettera di auguri in occasione della sua presenza nel Regno Unito. In altre lettere Garibaldi accenna al riconoscimento da parte del “G.M.” del Rito Antico ed Accettato, come viene chiamato il R.S.A.A. in Inghilterra. Quel Rito, costituito in Inghilterra soltanto nel 1845, con Bolla della “Northern Jurisdiction” degli Stati Uniti (che in seguito la ritirò), all’epoca era piuttosto insignificante ed aveva tutt’altro che rapporti amichevoli con la Grande Loggia.
Il Conte di Zetland certamente non ne faceva parte. Il Rito,che oggi conta più di 800 Capitoli, è per i soli fratelli Cristiani, che possono farne parte su domanda (fino al 30° grado). I lavori rituali si tengono soltanto nei gradi di 18°, 30°, 31°, 32°, 33°.

Il 21 maggio 1864, a Firenze fu tenuta l’ Assemblea Costituente del G.O.d’Italia, sedente a Torino. Presenti erano 72 officine da tutte le parti d’Italia (contro le circa 50 officine che in quell’epoca erano all’obbedienza di Palermo). L’ Assemblea decise all’unanimità di offrire la Gran Maestranza effettiva a Giuseppe Garibaldi con la seguente comunicazione:

Ed ecco il colpo di scena: Garibaldi… accettò, con una breve lettera del 6 giugno 1864, nominando, con decreto dell’8 giugno, il Fr. Mordini quale suo rappresentante.
Non è facile capire quel brusco cambio di rotta, ma la ragione è probabilmente che per quell’idealista istintivo esistevano soltanto i principi di “concordia” e unificazione”, ed egli avrà capito che in quel senso il G.O. d’ltalia di Torino offriva migliori possibilità. Inoltre, egli sembrava aver pensato che poteva benissimo combinare la carica di S.G.C. e G.M. del S.C.G.O. siciliano, con quella di G.M. di Torino, come dimostrerebbe la sua lettera, semplicemente informativa, della stessa data, a Palermo:

Si può immaginare che in seno al S.C.G.O. rengasse la più completa costernazione ma, deciso a difendere i suoi “diritti”, verso la fine di giugno, esso mandò il Fr. Colosi a Casamicciola, nel napoletano, per ottenere dal G.M. dei “chiarimenti”, i quali il Generale fornì con la seguente comunicazlone:

“Casamicciola 3 luglio 1864

Al Sup:. Cons:. di Palermo

Ad esplicazione delle mie precedenti tav:. del 15 maggio e 6 giugno 1864, dichiaro, che la mia accettazione a G:. M:. della Mass:. di rito Ital:., offertami dall’assemblea di Firenze, non ha per nulla derogata la mia qualità di G:. M:. a vita della Mass:. di rito Scoz:. ant:. ed acc:. rappresentata dal Sup:. Cons:. residente provvisoriamente in Palermo.
Nello intento, di riunire come più si potrà le differenti frazioni della famiglia Mass;. sparsa in Italia, desidero, che sia al più presto possibile riunita una grande assemblea Mass:., nella quale convengano i rappresentanti liberamente eletti da tutte le loggie esistenti in Italia, regolarmente costituite.
Il giorno ed il luogo della riunione saranno quanto prima destinati da una mia seguente disposizione.

Salute e fr:.

Vostro G:. M:.
G:. Garibaldi 33:.”

Continua…

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Francesco Quartararo 665 Articoli
Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.