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Gaslighting: cos’è, significato, come riconoscerlo e come uscirne

Gaslighting è il termine usato dagli psicologi per indicare una tecnica manipolatoria di cui ci si può trovare vittime durante una relazione tossica.

Gaslighting

Nell’ambito delle relazioni tossiche si parla spesso di gaslighting, termine usato dagli psicologi per identificare una specifica tecnica manipolatoria.

Gaslighting: cos’è?

Parlando di relazioni tossiche si sente spesso usare la parola gaslighting. Si tratta di un termine usato dagli psicologi per indicare una tecnica manipolatoria di cui ci si può trovare vittime in rapporti insani.

Le relazioni tossiche sono quelle in cui nella coppia si creano delle dinamiche disfunzionali. Si possono verificare in un rapporto sentimentale, familiare o professionale. Il gaslighting è una tattica psicologica manipolatoria per spingere una persona a dubitare della propria percezione della realtà e della memoria. Si tratta di una tecnica molto più comune di quanto si possa pensare, usata da manipolatori e narcisisti patologici.

Il termine deriva dal titolo dell’opera teatrale Gas Ligth, del 1938, del drammaturgo britannico Patrick Hamilton.

Racconta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente. Per esempio, produce rumori che finge di non sentire o abbassa le luci in casa, ma nega sempre quando la moglie fa delle domande. Negando la realtà si insinua nella mente della donna, che inizia ad avere dubbi sulla sua capacità di percezione. Lo scopo di chi usa questa pratica è quella di ridurre la vittima ad un livello totale di dipendenza psicologica e fisica.

Il gaslighter è la persona che mette in atto tale manipolazione mentale nel tempo. Le vittime iniziano a credere di vivere una realtà che non corrisponde a quella oggettiva, si sentono sbagliate e insicure. Solitamente gaslighter e vittima hanno un rapporto molto intimo, sentimentale o di parentela. Il gaslighter è un manipolatore, può essere narcisista, passivo aggressivo o violento.

Le fasi della manipolazione

Esistono tre fasi fondamentali con cui viene messa in pratica questa tipologia di manipolazione psicologica:

  1. Distorsione della comunicazione: il gaslighter confonde, alterna una comunicazione positiva ad una negativa.

    Nel caso dei partner solitamente mostrano amore, riempiono di complimenti, ma nascondono un messaggio negativo. Raccontano bugie, negano, smentiscono quello che dicono, tanto da destabilizzare la vittima.

  2. Difesa: la vittima non è ancora del tutto sottomessa, perciò cerca il confronto, mostra i dubbi, si arrabbia e cerca il dialogo, fallendo e cercando di dimostrare di non essere pazza.
  3. Depressione: la vittima ormai è convinta di avere qualcosa che non va e solitamente è isolata e dipendente dal manipolatore.

Come riconoscere il gaslighting e difendersi

Distinguere tra chi potrebbe essere solo un bugiardo e tra chi cerca di manipolare non è semplice, ma è fondamentale. Nel secondo caso i comportamenti e le situazioni si ripetono spesso. Ci sono delle frasi considerate tipiche del gaslighting:

  • “Sei tu che ricordi male”
  • “Stai inventando delle cose”
  • “Non è mai successo”
  • “Hai le allucinazioni”
  • “Stai facendo un melodramma per niente”
  • “Stai gonfiando le cose”
  • “Stai bene? Mi sto preoccupando per te perché dici cose strane”

Un altro modo per capire è controllare il livello di autostima. Le persone che subiscono manipolazione hanno un drastico abbassamento della fiducia in se stesse e nella capacità di interpretare la realtà. Si sentono così sbagliate da attaccarsi ancora di più alla persona che in realtà le fa sentire peggio. Per le vittime è difficile rendersi conto della situazione. Chiedere aiuto è molto importante.

Già nelle prime fasi, le vittime potrebbero dubitare della loro percezione della realtà. Potrebbe essere utile:

  • Tenere un diario scritto dove appuntare tutto e nasconderlo al gaslighter;
  • Registrare conversazioni e fare fotografie e video;
  • Mandare le prove ad un’amica e poi cancellarle.

Discuterne direttamente con il gaslighter è inutile. Anche se la vittima ha prove evidenti di quello che dice, lui riuscirebbe comunque ad usarle contro di lei. Condividerle con altre persone fidate e chiedere aiuto è la decisione migliore.

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