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Gattuso non andrà al Tottenham dopo la protesta dei tifosi degli Spurs: “È razzista, omofobo e sessista”

Salta clamorosamente l'affare per portare Gattuso al Tottenham, dopo la protesta dei tifosi inglesi con gli hashtag #NoToGattuso e #GattusoOut.

Gennaro Gattuso

Rino Gattuso non sarà l’allenatore del Tottenham per la prossima stagione, come sembrava ormai sicuro dopo l’addio improvviso del tecnico alla Fiorentina. Nella notte tra il 17 e il 18 giugno il club inglese ha cambiato idea dopo che i social del Paese sono stati riempiti di messaggi indignati da parte dei tifosi degli Spurs.

Anche Fabio Paratici, che dal 1° luglio sarà il nuovo direttore generale del Tottenham, è stato criticato, in quanto ritenuto responsabile della scelta che avrebbe dovuto portare Gattuso in Premier League.

Gattuso non andrà al Tottenham, su Twitter in tendenza gli hashtag #NoToGattuso e #GattusoOut

Gli hashtag #NoToGattuso e #GattusoOut sono velocemente entrati in tendenza su Twitter in Inghilterra. I tifosi hanno ricordato la rissa tra Rino Gattuso, allora centrocampista del Milan e Joe Jordan, all’epoca secondo allenatore del Tottenham, ma soprattutto alcune dichiarazioni del tecnico calabrese ritenute sessiste, omofobe e razziste.

Le parole di Gattuso andrebbero contro i valori che gli Spurs, tra i più attenti sui temi dei diritti civili e sociali, difendono da sempre.

Gattuso non andrà al Tottenham, le accuse dei tifosi inglesi

La tifoseria del Tottenham ha attaccato Rino Gattuso su diverse tematiche, in primis, la sua posizione sul ruolo della donna. I sostenitori degli Spurs hanno recuperato delle dichiarazioni del tecnico risalenti al 2013, quando a Radio Radio gli venne chiesto cosa pensasse della presenza sempre più importante di Barbara Berlusconi all’interno del Milan, con conseguenti minori poteri per Adriano Galliani.

“Penso che per uno come Galliani bisogna avere maggior rispetto per tutto quello che ha fatto. Barbara Berlusconi? Io le donne nel calcio non le vedo molto bene, mi dispiace ma è così”, fu la risposta di Gattuso.

I tifosi del Tottenham hanno poi accusato l’allenatore di essere chiuso verso i matrimoni gay. “Le nozze tra gay non mi trovano d’accordo. Mi scandalizzo perché credo nella famiglia fin da bambino: per me, il matrimonio è tra un uomo e una donna.

Anche se siamo nel 2008 e ognuno può fare quello che vuole, questa roba mi sembra molto strana”, ha detto Gattuso nel 2008 a Porta a Porta.

Infine, i sostenitori degli Spurs hanno citato le parole di Gattuso dette quando il Corriere della Sera nel 2013 gli chiese conto degli episodi di razzismo del giorno prima contro Kevin-Prince Boateng durante l’amichevole Pro Patria-Milan: “A Busto non sono razzisti. Quello che è successo è tutta colpa di un gruppetto di imbecilli. Negli stadi, in passato, quante volte abbiamo sentito dei buuu anche per giocatori che non erano di colore? È capitato pure a me se è per questo, ma non gli ho dato importanza. Boateng sicuramente l’ha vissuta come un’offesa alla sua persona ma io continuo a non vederlo come un discorso di razzismo. La metto sul ridere: magari era gente che gli invidia la Velina, la fidanzata. Lo dimostra l’applauso del pubblico. In sottofondo gli applausi si sentivano nitidamente. Io continuo a pensare che l’Italia non sia un Paese razzista, in tutti gli stadi si fa buuu”.

Gattuso non andrà al Tottenham, il club londinese informato delle proteste dal Tottenham Hotspur Supporters Trust

La società inglese, informata ufficialmente della protesta dal Tottenham Hotspur Supporters Trust, un’organizzazione non-profit dei tifosi del club londinese, ha subito deciso di fare subito un passo indietro per evitare di essere travolta dall’ondata di malcontento, nonostante l’agente di Rino Gattuso, il portoghese Jorge Mendes, sia uno dei consiglieri e mediatori di mercato più ascoltati in casa Spurs. Per quanto probabilmente Gattuso non abbia davvero a che fare con le accuse di razzismo che gli sono state rivolte, il presidente del Tottenham Daniel Levy ha preferito non scontentare i suoi tifosi. Andare così frontalmente contro i suoi sostenitori, soprattutto dopo l’epidodio della Superlega, a stento perdonato, sarebbe stato infatti troppo. Secondo affare saltato quindi per il Tottenham che, dopo aver mollato anche Paulo Fonseca, rimane ancora senza allenatore.

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