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Gelmini: stop al vaccino J&J in Usa non è un problema

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Il numero uno dell'Aifa, Magrini dichiara: nessuna trombosi cerebrale rilevata con i vaccini Pfizer e Moderna

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MARIA STELLA GELMINI FORZA ITALIA

“Credo che già questa settimana definiremo il cronoprogramma per le riaperture. Perché dobbiamo procedere. Con cautela, per evitare di commettere errori e dover richiudere, ma man mano che il tasso di contagi diminuisce e le vaccinazione coprono i più fragili dobbiamo riaprire.

A breve il Cts inserirà proprio il dato sulle vaccinazioni tra i criteri di valutazione per il passaggio delle regioni da un colore all’altro”. Lo ha affermato la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini in un’intervista a Repubblica. “Lo stop al vaccino J&J negli Usa non è determinante nel breve e medio periodo. Diciamo che è un problema soprattutto per gli Stati Uniti. Noi ci affideremo anche in questo caso alle valutazioni di Ema e Aifa.

Ma ho sentito il generale Figliuolo e sembra che i casi problematici siano ancor meno significativi rispetto a quelli che hanno bloccato per poco AstraZeneca. Ci atterremo alle indicazioni, ma il piano vaccinale va sicuramente avanti. Nell’immediato concentriamoci sui 4,2 milioni di dosi in arrivo tra il 15 e il 22 aprile: saranno consegnate alle regioni 3 milioni di fiale Pfizer, 500 mila di Astrazeneca, 400 mila Moderna e solo 180 mila di Johnson&Johnson.

Ecco perché il momentaneo stop, se dovesse esserci, pesa relativamente nell’immediato” ha aggiunto la titolare del dicastero per gli Affari Regionali Gelmini.

Magrini, Aifa: nessuna trombosi cerebrale rilevata con i vaccini Pfizer e Moderna

“Con lo stop al vaccino Johnson & Johnson negli Usa non cambia nulla. È una pausa necessaria voluta dall’agenzia americana del farmaco Fda per verificare l’origine dei sei casi di trombosi molto rare e particolari segnalati negli Stati Uniti su 7 milioni di cittadini che sono stati vaccinati.

Il sospetto è che siano simili a quelli osservati in Europa su 35 milioni di vaccinati. Sono episodi talmente infrequenti da essere ai limiti della valutabilità”. Lo ha affermato in un’intervista al Corriere della Sera il direttore dell’agenzia del farmaco Aifa Nicola Magrini. “Spero ci diano presto il semaforo verde. Siamo in contatto con le agenzie europea Ema e con la Fda. Confidiamo che si possa riprendere tra pochi giorni dopo l’acquisizione degli elementi necessari per meglio comprendere l’accaduto.

Fino a questo momento i sistemi di farmacovigilanza non hanno rilevato eventi di rarissime trombosi cerebrali con riduzione di piastrine collegabili a vaccini prodotti con la tecnologia dell’Rna messaggero, appunto Pfizer e Moderna. Quindi è plausibile pensare che il fenomeno sia limitato ai vaccini sviluppati con piattaforme virali. Però non ci sono dati che mostrano segnali in questa direzione” ha aggiunto Magrini.

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