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Georgia e Moldavia, perché la Russia potrebbe puntare su loro

Dovunque ci sia un russo che "vuole tornare" Mosca arriva e lo aiuta, anche con la forza, Georgia e Moldavia, perché la Russia potrebbe puntare su loro

La premier Moldava Maia Sandu

Da quanto Vladimir Putin ha fatto capire tramite i suoi generali che la Transnistria è della partita nella guerra in Ucraina Georgia e Moldavia tremano, e sul perché la Russia potrebbe puntare su loro gli analisti stanno facendo luce senza neanche troppo sforzo.

Si tratta infatti di due paesi a cui si potrebbe applicare uno stesso copione che prevede l’uso della “dottrina Medvedev”. Che roba è? Si tratta dell’atteggiamento per cui Mosca interviene dovunque ci sia un russo che proclama la sua russofilia, dovunque esso abiti.

La Russia che sta per puntare Georgia e Moldavia

Si, ma che c’entrano Georgia e Moldavia? Partiamo da quest’ultima. Mosca vuole prendere il Donbass ucraino, puntare ad ovest e sottrarre la Transinstria alle aspirazioni della Moldavia di riannettersela dopo la secessione non riconosciuta.

La Transistria, che è anche una comoda base di attacco da ovest all’Ucraina, è russofona e russofila ma anche la Moldavia ha la sua enclave che guarda a Mosca con ardore.

Il caso Ossezia come la Transistria

E la Georgia? Anch’essa ha il suo personale Donbass e si chiama Ossezia del Sud. Quel territorio provò a staccarsi dal resto del Paese dopo il crollo dell’Urss, innescò una guerra civile e trovò una tregua armata nel 1992 dopo massacri epocali.

Chi era il garante armato di quella tregua molto armata? Ovvio, la Russia, come nella Transitria che seguì lo stesso copione. E magari come la Moldavia, che preme da tempo attraverso la sua presidentessa Maia Sandu per entrare in Ue e mettersi sotto l’egida di Bruxelles.

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