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Germania, tassa sul nucleare: tribunale di Stoccarda si esprime a favore
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Germania, tassa sul nucleare: tribunale di Stoccarda si esprime a favore

energia atomicaIl tribunale per le questioni finanziarie di Stoccarda, nel land tedesco del Baden Wuerttemberg, ha rigettato la causa intentata da EnBW contro l’applicazione di una tassa sul carburante nucleare introdotta dal governo di Berlino nel 2010. Si tratta della prima sentenza a favore della tassa dopo che i tribunali di Amburgo e Monaco si erano espressi a favore, rispettivamente di EOn e RWE che avevano contestato l’operato del governo federale.

Quella del tribunale di Stoccarda si presenta come un nuovo capitolo nella battaglia tra le quattro grandi utilities dell’energia tedesche e il governo di Angela Merkel sulle questioni delle fonti di energia.

La tassa sul carburante nucleare era stata introdotta nel 2010 all’interno del programma di estensione della vita utile degli impianti nucleari: successivamente, nel 2011, a pochi giorni di distanza dall’incidente di Fukushima, il governo di ngela Merkel aveva cancellato la decisione di prolungare la vita degli impianti, arrivando anche a imporre la chiusura di tutte le centrali entro il 2022 (con effetto immediato per otto di loro). La tassa sul carburante, però, era rimasta in vigore e lo è tuttora.

Le società del settore avevano quindi deciso di opporsi alla politica governativa, impugnando le decisioni davanti ai tribunali dei rispettivi laender.

Quelli di Amburgo e Monaco avevano accolto l’opposizione, Stoccarda ora rimette tutto in gioco.

La differenza di opinione del tribunale del Baden Wuerttember rispetto agli altri due è probabilmente, se non sicuramente, dovuto ad un fatto molto sempice: EnBW, la utility del land nella parte sudoccidentale della Germania, appartiene per il 45% allo stesso governo di Stoccarda, governato da una coalizione dominata dai Verdi tedeschi. Da qui, un atteggiamento sicuramente più morbido tenuto da parte della stessa EnBW, – che aveva già limitato la sua opposizione alla sola tassa sul nucleare,tralasciando la questione della chiusura degli impianti  e che, probabilmente, non farà ricorso al Tribunale Federale, al contario di EOn e RWE che, invece, sembrano intenzionate ad arrivare anche alla Corte Europea di Giustizia per proteggere i loro diritti.

La quarta delle grandi utilities è Vattenfall, la cui situazione è nettamente diversa. Di proprietà del governo svedese, Vattenfal non ha mai dovuto pagare la tassa sul carburante nucleare, grazie ad un complesso meccanismo azionario e ad accordi transnazionali.

La società contesta, però, la confisca dei diritti di generazione degli impianti di Brunsbuttel e Krummel, che secondo i dirigenti della società svedese vanno contro le leggi internazionali. Vattenfal si aspetta una piena compensazione per i danni ricevuti, che ha stimato in oltre un miliardo di euro per il solo primo semestre del 2011.

Da pare loro, RWE denuncia 900 milioni di euro di perdite per i primi sei mesi dello scorso anno. Duecento sono da ascrivere alla tassa sul carburante. EOn, invece, ha avvertito gli azionisti della possib ilità di dover gliare fino a 11mila posti di lavoro per mettere a posto il bilancio a causa della politica energetica tedesca.

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