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“Ghiaccio”, film di Fabrizio Moro in sala dopo Sanremo: ho pianto

Roma, 28 gen. (askanews) – Arriva come evento al cinema il 7, 8 e 9 febbraio, subito dopo Sanremo, “Ghiaccio” il primo film diretto da Fabrizio Moro, insieme a Alessio De Leonardis. E, naturalmente, nella colonna sonora c’è anche “Sei tu”, il brano con cui il cantautore partecipa quest’anno al festival. Il vincitore di Sanremo 2018 ha sempre avuto una grande passione per il cinema e questo film, interpretato da Giacomo Ferrara e Vinicio Marchioni, è nato durante la pandemia, quando suonare davanti al suo pubblico era impossibile.

Moro racconta:

“Sono due passioni, il cinema e la musica, hanno sempre viaggiato in parallelo perché io in realtà ho iniziato studiando al Rossellini di Roma cinematografia e televisione, e poi mi sono espresso in miglior modo a livello musicale. E’ una nuova sfida che per me è già vinta dal momento in cui sono riuscita a metterla in pratica.

Quando ho visto la prima stesura del film, che durava due ore e trenta, io sinceramente ho pianto come magari da tanto tempo non facevo con le mie canzoni”.

Il film è ambientato negli anni Novanta in una periferia romana. I protagonisti sono una giovane promessa della boxe, Giorgio, assediato dai debiti contratti dal padre che è stato assassinato dalla malavita, e un campione mancato che attraverso di lui sogna il riscatto. De Leonardis spiega: “Gli anni Novanta perché appartengono alla nostra adolescenza, per cui era un terreno più facile per noi su cui raccontare la storia di Giorgio.

In prima battuta la scelta è stata dettata proprio dalla voglia di raccontare tanto di noi, di quel periodo lì, che conosciamo bene”.

Il ghiaccio ha un forte valore simbolico, per i due registi. “Il ghiaccio ad un certo punto è un po’ come un premio, un traguardo. E’ il premio che ricevi quando sei disposto a soffrire, a combattere per i tuoi ideali. Nelle nostre rispettive vite ci sono stati, io parlo per me, i momenti in cui questo ghiaccio io l’ho assaporato, soprattutto dopo i traguardi più difficili, a cui aspiravo. Traguardi di vita, traguardi di vita. I traguardi professionali contano fino ad un certo punto”.

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