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Giorgia Meloni nel suo libro: “Mia madre scelse di non abortire”, ma nel 1976 l’aborto era illegale

Giorgia Meloni nel suo libro ringrazia la madre per non averla abortita, eppure ci sono delle incongruenze. Nel 1977 l'aborto era illegale.

Giorgia Meloni libro

“Devo tutto solo a mia madre”, questa l’incipit di Giorgia Meloni che apre il capitolo “Piccole donne” del suo libro “io sono Giorgia” nel quale la leader di Fratelli d’Italia racconta come sua madre durante la gravidanza avrebbe potuto scegliere di abortire.

“La verità è che io non sarei mai dovuta nascere […] l’avevano quasi convinta che non avesse senso mettere al mondo un’altra bambina in quella situazione”.

Eppure queste parole nascondono un’incongruenza importante che è stata fatta notare puntualmente dalla giornalista Selvaggia Lucarelli nel suo approfondimento su TPI: all’epoca della nascita di Giorgia Meloni, vale a dire nel gennaio del 1977 l’aborto era una pratica illegale e pensare di abortire in un contesto quale l’ospedale era impensabile. 

Giorgia Meloni libro  – “Devo tutto a mia madre”

Il racconto di Giorgia Meloni mostra fin dalle prime righe un grande amore e una dedizione per la madre. A tratti invita a riflettere sulla forza di una donna che nonostante i tempi difficili decide di proseguire la gravidanza nonostante tutto: “A questo punto mi ha sempre raccontato, si ferma davanti al portone, esita, vacilla. Non entra. ‘No non voglio rinunciare, non voglio abortire’.  È una mattina di primavera”, scrive Giorgia Meloni raccontando il momento esatto nel quale la madre ha deciso che avrebbe portato avanti la gravidanza.

 

Giorgia Meloni libro – le incongruenze

A dispetto delle parole molto sentite e piene d’affetto per la madre, sarebbero diverse le incongruenze portate in superficie da Selvaggia Lucarelli che senza mezzi termini ha fatto notare: “Quando la madre di Giorgia Meloni era incinta di Giorgia Meloni la legge sull’aborto non esisteva”.

La legge sull’aborto ovvero la legge 194 come è noto è entrata in vigore il 22 maggio del 1978, vale a dire circa un anno mezzo dopo la nascita della leader di Fratelli d’Italia avvenuta il 15 gennaio del 1977. Oltre a ciò dal racconto di Giorgia Meloni risulta come l’episodio raccontato risalga alla primavera del 1976. “Nel 1976 l’interruzione volontaria di gravidanza era una pratica illegale. Abortire era un reato che prevedeva una pena dai 2 ai 5 anni” – prosegue Selvaggia Lucarelli. 

Giorgia Meloni libro – le ipotesi 

Sul finire dell’approfondimento la giornalista Selvaggia Lucarelli porta sul piatto tre ipotesi che cercherebbero di spiegare cosa potrebbe essere successo. La prima teoria ipotizza come ipotizza la giornalista potrebbe essere legata al fatto che Giorgia Meloni possa aver in qualche modo romanzato la cosa. Nel secondo caso la madre di Giorgia Meloni potrebbe non aver raccontato la verità e la stessa Meloni potrebbe essere inconsapevole: “è comunque responsabile di una grave lacuna culturale: visto che è pro-vita e ritiene l’aborto una sconfitta, potrebbe almeno imparare la data in cui è nata la legge 194”, fa notare la giornalista. Il terzo e ultimo caso riguarebbe l’età anagrafica di Giorgia Meloni:  “Giorgia Meloni non è nata nel 1977 ma qualche anno dopo. Probabilmente, in quanto leader di un partito, è tra le poche donne ad aumentarsi gli anni per acquisire più autorevolezza”. – ha concluso la giornalista. 

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