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Giornata vittime del terrorismo, Mattarella: “Il disegno cinico venne isolato e cancellato”

In occasione della giornata per le vittime del terrorismo, il capo dello Stato Mattarella ha deposto una corona di fiori sotto la lapide di Aldo Moro.

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Nella mattinata del 9 maggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato come da tradizione in via Caetani per deporre una corona di fiori sotto la lapide in ricordo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse 43 anni fa. In occasione della giornata della memoria per le vittime del terrorismo, il capo dello Stato ha inoltre voluto ricordare in un’intervista rilasciata a La Repubblica come: “Il terrorismo non è riuscito a realizzare l’ambizione di rappresentare una cesura, uno spartiacque nella storia d’Italia”.

Mattarella: “La nostra democrazia ha sconfitto il terrorismo”

Nella stessa intervista, Mattarella ha successivamente spiegato: “Il disegno cinico — non esente da collegamenti a reti eversive internazionali — di destabilizzare la giovane democrazia è stato isolato e cancellato.

Secondo il capo dello Stato infatti, negli Anni di piombo: è la statura della nostra democrazia, è la Repubblica ad avere prevalso contro l’eversione che aveva nel popolo il proprio nemico”. Nonostante ciò, per Mattarella: “Vi sono ancora ombre, spazi oscuri, complicità, non pienamente chiarite.

[…] L’esigenza di completa verità è molto sentita dai familiari. Ma è anche un’esigenza fondamentale per la Repubblica“.

Terrorismo, Mattarella: “Il Paese è stato messo a dura prova”

Nel ricercare una possibile origine di quella stagione insanguinata, il presidente della Repubblica ha poi affermato: “Sono stati anni molto sofferti, in cui la tenuta istituzionale e sociale del nostro Paese, è stata messa a dura prova. Oltre quattrocento le vittime in Italia, di cui circa centosessanta per stragi.

[…] L’origine? Certamente non dalla contestazione del ’68. Al contrario. Le stagioni delle lotte sindacali, come quelle delle manifestazioni studentesche, sviluppatesi alla fine degli anni ’60 del Novecento, hanno rappresentato forti stimoli allo sviluppo di modelli di vita ispirati a maggiore giustizia e coesione sociale”.

Terrorismo, Mattarella: “Il Paese è stato messo a dura prova”

Nel suo discorso, il capo dello Stato accusa in egual misura il terrorismo di matrice comunista e quello di matrice neofascista della destabilizzazione del Paese di quegli anni: “Il bersaglio era la giovane democrazia parlamentare, nata con la Costituzione repubblicana, per approdare a una dittatura, privando gli italiani delle libertà conquistate nella lotta di Liberazione. Esattamente il contrario di quanto proclamava il terrorismo rosso, quando parlava di Resistenza tradita”. Per Mattarella il terrorismo nero: “È stato spesso strumento, più o meno consapevole, di trame oscure, che avevano l’obiettivo politico di rovesciare l’asse politico del Paese interrompendo il percorso democratico”.

Nel finale anche un ringraziamento al presidente francese Macron, relativamente agli arresti di sette brigatisti rossi avvenuti alla fine di aprile scorso: “Con la sua decisione ha confermato amicizia per l’Italia e manifestato rispetto per la nostra democrazia. Mi auguro che possa avvenire lo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e vivono la loro latitanza in altri paesi.

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