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Giovane dottoressa di Bresso cade in un dirupo in Norvegia e muore

Giovane dottoressa di Bresso cade in un dirupo in Norvegia e muore: la giovane professionista viveva nel Milanese ma era originaria della Val d'Aosta

Il recupero della salma della dottoressa Deiana

Una giovane dottoressa di Bresso, nel Milanese, cade in un dirupo in Norvegia e muore: la 30enne Silvia Deiana era in vacanza con il suo fidanzato Simone quando è rimasta vittima di un incidente fatale quanto assurdo. La morte di Silvia è accaduta il 4 agosto scorso, secondo quanto riportano i media: la donna si trovava in Nord Europa per una vacanza di relax dopo che per 12 mesi si era ininterrottamente presa cura dei suoi pazienti, con il carico in più di dover applicare il giuramento di Ippocrate in piena pandemia da coronavirus

Cade in un dirupo in Norvegia e muore: chi era Silvia Deiana

Era un medico di famiglia giunta nel Milanese dal comune aostano di Chatillon per lavorare, e con alcune colleghe aveva parto uno studio nel quartiere Papa Giovanni XXIII, dove in poco tempo si era conquistata la benevolenza di molti pazienti per i suoi modi e la sua competenza. A Chatillon Silvia era stata a lungo volontaria della Croce Rossa, poi aveva studiato a Saint-Vincent e ancora all’Università di Torino

Silvia Deiana cade in un dirupo in Norvegia e muore: gli studi e la passione

Ma Silvia non si era fermata, e mentre lavorava stava studiando ancora a Milano per la laurea specialistica. E a Bresso questa sua “verve” e il suo carattere solare avevano lasciato il segno; ecco come viene ricordata da alcuni suoi pazienti che sul Corriere della Sera hanno voluto lasciare un ricordo, un cameo di quella donna così brava e gentile:“Un medico sensibile e attento, una persona molto competente e altruista”.

In questi giorni e dopo l’orribile sinistro che, come altri, ha privato una famiglia di un affetto, sono in corso le operazioni per il rimpatrio della salma in attesa dei funerali. 

Cade in un dirupo in Norvegia e muore: tre regioni in lutto per Silvia

La scomparsa della giovane dottoressa nel tragico incidente che purtroppo in ambiente montano ostile non è raro ha lasciato di fatto tre regioni e numerosissime persone allibite e con un fortissimo senso di privazione: Lombardia, Piemonte e Val D’Aosta erano terre su cui l’impronta della tenacia, dell’allegria e della disponibilità della 30enne dottoressa di Chatillon aveva lasciato il segno e in questi giorni il rammarico fortissimo per quella brava professionista che non c’è più.

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