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Giro d’Italia 2015: Aru vince ancora, ma il giro è di Contador
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Giro d’Italia 2015: Aru vince ancora, ma il giro è di Contador

La ventesima frazione, Saint Vincent – Sestriere, la più difficile, incorona Contador re del Giro d’Italia 2015, ma la giornata e la vittoria di oggi sono tutte per Fabio Aru.

La tappa è quella del Colle delle Finestre, la salita che collega la Val di Susa con la Val Chisone: 18.5 km al 9.2% medio, dislivello totale 1694m su 33 tornanti e con gli ultimi 8 km di ascesa sullo sterrato. Ciclismo eroico.

I fuggitivi di giornata imboccano la salita da Susa con 50″ sul gruppo maglia rosa, ma, quando la Astana si mette a tirare, non ce n’è più per nessuno. Davanti si mette Paolo Tiralongo, che fa un cenno ai compagni di squadra: si comincia. Il ritmo è altissimo, l’obiettivo quello di disfare la Tinkoff di Contador.

Intanto, davanti, c’è il russo Ilnur Zakarin, in fuga già dal trentesimo km.

La salita si insinua in mezzo al bosco come se fosse un serpente e, quando con Contador resta solo Rogers, a 37km dall’arrivo, scatta Kangert.

Il plotone si sfilaccia. Poco dopo scatta Kruijswijk, poi Hesjedal, poi ci si mette anche Stefano Pirazzi. Si sale a gran velocità e si imbocca lo sterrato, dove la polvere che sale dalla strada, le gocce che cadono dalle nuvole basse e un calo di temperatura danno il benvenuto ai corridori.

Peggio di così non potrebbe andare, può aver pensato Contador, e invece, quando mancano 32 km al traguardo, il basco Mikel Landa attacca. La maglia rosa si alza sui pedali, pronto a rispondere, ma si risiede subito. Non è giornata. Landa si prende subito 30″ nel giro di 1 km e, in meno di 4, si ricongiunge al battistrada Zakarin.

A -29 km scattano Hesjedal e Uran, Aru li raggiunge e Contador resta da solo, quasi si pianta in un tornante. Adesso non solo non è giornata, ma crisi. Landa passa per primo in cima, con 1′ su Aru e 1′ 24″ sullo spagnolo in maglia rosa.

Tutti si buttano in discesa alla massima velocità, fino ad arrivare al breve tratto in piano che precede l’ultima salita, verso il Sestriere.

La natura si mostra benevola e regala a Contador il vento a favore, e i distacchi si mantengono invariati o, addirittura, si riducono.

Davanti, Landa infatti rallenta e, a 8.5 km, ritrova Aru. L’Astana si ricompatta ai piedi della salita, puntando tutto sul corridore sardo.

Il ritmo imposto dal team kazako è alto, ma l’ascesa verso il Sestriere non è il Colle delle Finestre e Contador, con un distacco di 1′ 40″ a 3 km dalla fine, sembra controllare di nuovo la corsa.

Ma a 2 km dal traguardo, Aru si alza sui pedali e scatta. Landa, fedele compagno per tutto il giro, gli lascia strada, gli altri provano a stargli dietro, ma sembra riuscirci solo Uran, per un attimo almeno, perché anche lui si perde al successivo scatto del sardo. Il Mortirolo è solo un ricordo, Aru accelera ancora e cavalca da solo fino alla fine, vincendo anche la tappa del Sestriere, dopo quella di Cervinia di ieri.

Contador arriva dopo 2′ 25″ e resta primo in classifica generale, con Aru a 2′ 02″ e Landa a 3′ 14″.

Lo spagnolo trionfa ancora nella corsa rosa, senza neppure una vittoria di tappa.

Oggi se l’è vista brutta, ma si è salvato con esperienza e classe.

L’eroe, però, è Fabio Aru, per come ha reagito alla crisi sul Mortirolo, per la vittoria di ieri e per quella di oggi, molto più elaborata dal punto di vista tattico. Pochi, davvero, a 24 anni, fanno quello che fa lui. Un secondo posto a poco più di due minuti da un fuoriclasse come Contador e la maglia bianca di miglior giovane sono un giusto riconoscimento. Le sfumature di rosa della maglia di oggi sono invece il miglior augurio per il futuro.

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