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Giudice di professione ma con l’ossessione per il sesso con i bimbi: arrestato

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Arrestato Gaetano Maria Amato, giudice della Corte d'appello di Reggio Calabria. L'uomo ha una passione per la pedopornografia.

La perversione non fa distinzione di professione. Gaetano Maria Amato, 57 anni, era un un giudice che prestava servizio alla Corte d’appello di Reggio Calabria. Ieri è stato messo in manette dalla polizia a Messina per un gravissimo reato: pornografia minorile.

Contro il colpevole, il Gip della città dello Stretto, su domanda del procuratore Maurizio De Lucia e dell’aggiunto Giovannella Scaminaci, ha compiuto un’ordinanza di custodia cautelare in prigione. La notizia è stata confermata all’ANSA da fonti giudiziarie. Queste, però, sono non intendono fornire ulteriori particolari sul caso al fine di tutelare le povere vittime.

Il reato 600-Ter

Il reato imputato a Gaetano Maria Amato è il 600-Ter del codice penale.

Questo punisce chi sfrutta minorenni per realizzare esibizioni pedopornografiche o produrre materiale pedopornografico. La pena prevista è la reclusione da 6 a 12 anni. Al centro delle indagini è finita solo la vita privata di Amato, e non la sua attività di magistrato, macchiata casomai da altri motivi molto meno gravi. Il reato sarebbe stato commesso a Messina, città dove per questo è radicata la competenza.

Cosa rischia Amato

Gaetano Maria Amato rischia adesso la sospensione dalla funzione e dallo stipendio, con la collocazione fuori dal ruolo organico della magistratura, da parte della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura.

La sezione disciplinare del Csm dovrà giudicare la richiesta dei titolari dell’azione, il Pg della Cassazione e il ministro della Giustizia, di applicazione delle misure cautelari nei confronti del magistrato. Normalmente, nei casi di arresto come questo è obbligatoria, e dopo la richiesta il Csm agisce in tempi rapidi.

giudice

Da penale a civile

Gaetano Maria Amato si occupava della sezione penale della Corte d’appello di Reggio Calabria da gennaio 2017. In precedenza prestava servizio nella sezione civile. In seguito ai dieci anni previsti dalle norme del Consiglio superiore della magistratura, Amato è poi giunto al penale, dove ha partecipato anche ai collegi in Corte d’assise ed alla sezione misure di prevenzione. Nessuna dichiarazione a riguardo, per adesso, dagli ambienti della Corte d’appello.

Giudice e ritardi

Quando era in servizio da giudice a Messina, nel 2009, Gaetano Amato subì un procedimento del Csm a causa di un presunto ritardo nel deposito degli atti. Nella contestazione si evidenziava che troppe sentenze, di cui Amato si era occupato, fossero state depositate ben oltre i termini. Per questi ritardi, il Csm, dopo averlo dichiarato colpevole, lo ha punito con un’ammonizione.

Gaetano Amato, nel giugno del 2016 a Reggio Calabria, quando era ancora al civile, aveva preso parte ad una conferenza stampa, insieme a tutti i colleghi giudicanti della Corte, per spiegare e difendere l’operato di una collega finita al centro delle polemiche per non avere osservato i tempi per la redazione delle motivazioni della sentenza del processo ‘Cosa mia’ sulle cosche di ‘ndrangheta di Rosarno, situazione che avrebbe coinfluito alla liberazione di tre presunti affiliati alle ‘ndrine.

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