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Giulio Bianco presenta il nuovo album, “Delayed”: “È musica liberatoria dopo la costrizione dell’isolamento”

Dallo sconforto e dalla solitudine del lockdown è nato "Delayed", un disco di musica strumentale per raccontare ciò che Giulio Bianco ha vissuto.

Giulio Bianco Delayed

Note delicate, snocciolate finemente e con cura. Melodie intense cucite fra loro con eleganza. Il fil rouge è la voglia di ripartire, di rendere la musica il simbolo di un domani che si spera migliore dell’oggi. Giulio Bianco, polistrumentista del Canzoniere Grecanico Salentino, presenta nell’intervista esclusiva il suo nuovo album, “Delayed”.

Si tratta di un disco di musica strumentale che propone di raccontare la solitudine forzata causata dall’emergenza coronavirus, con un particolare focus sulla difficile condizione degli artisti italiani: ogni brano si intitola come il nome di una città in cui l’artista avrebbe dovuto esibirsi, ma a causa della pandemia i concerti sono poi stati rinviati o annullati. “Delayed” è musica da aeroporto e rappresenta un vero e proprio passaporto per i propri mondi interiori.

Il disco non è solo un viaggio sonoro in grado di sopperire alla mancanza dei concerti, ma ha rappresentato anche un vero e proprio esperimento sociale: Giulio Bianco ha voluto sperimentare in maniera tangibile come la produzione di un artista cambi nel momento in cui la solitudine e l’isolamento gli vengono imposti.

Giulio Bianco presenta il suo nuovo album, “Delayed”

L’immaginazione può travalicare ogni confine e superare i limiti fisici imposti dall’isolamento forzato.

Può dare pienezza in giorni cupi, proprio come la musica può rasserenare nei momenti più bui. Attraverso le sue melodie, Giulio Bianco dimostra che la musica è capace di colmare la mancanza dei concerti che non hanno potuto avere luogo.

L’album, con la produzione esecutiva del Canzoniere Grecanico Salentino, è stato realizzato grazie al sostegno di Puglia Sounds.

“Delayed”, per il suo autore, èmusica liberatoria arrivata dalla costrizione dell’isolamento, è memoria che diventa fisica in un vortice di note lavorate come pietre. In ognuna di loro c’è una piccola parte di me. “Delayed” non racconta di città, ma di emozioni.

Giulio Bianco Delayed

Quindi ha precisato: “È un album che prende le mosse in totale solitudine, durante i giorni più duri della prima ondata di pandemia. Inizia nella asocialità ed è sfociato nella socialità assoluta. Arricchendosi di collaborazioni, ne è nato un progetto corale. È anche un esperimento sociale. Mi sono chiesto cosa potesse succedere alla produzione di un artista nel momento in cui l’isolamento è imposto dall’esterno. Così mi sono messo a scrivere l’album che è portavoce di un lavoro: la musica è lavoro. Infatti, ogni brano che compone il disco porta il nome della città che a causa della pandemia ho saltato, perché i miei tour o concerti sono stati annullati. In giorni di solitudine ho potuto uscire fuori dalla costrizione delle quattro mura. In quelle settimane la musica è stata la mia unica compagna. Vedendo tutti i giorni solo me stesso, ho affrontato un viaggio introspettivo, mettendomi faccia a faccia con i miei problemi”.

L’album è “un passaporto interiore”, la chiave giusta per aprire le porte del cuore e guardarsi dentro con sincerità e senza freni. “Il disco è il mio diario di viaggio, fatto di conflitti interiori e di gioie. Il vissuto di quei giorni di sofferenza ha dato vita all’album. Scrivendo, ho iniziato un percorso di interiorizzazione e così ho imparato a vivere meglio con me stesso. Il viaggio però è solo all’inizio. Sono già molto soddisfatto: ho imparato a conoscermi meglio e accettare anche i miei spigoli. Propongo musica strumentale che diventa una guida, una compagna perfetta per seguirci durante un percorso che richiede delicatezza”.

Giulio Bianco, dal lockdown a “Delayed”

Parlando del periodo di isolamento ha aggiunto: “Ho dedicato del tempo, che ero costretto ad avere, per rimettermi in pari con programmi che avevo preventivato, ma che ancora non ero riuscito a portare avanti per impegni lavorativi e di studio. Dopo aver concluso i progetti in sospeso, mi sono ritrovato solo con me stesso: così sono subentrate rabbia, inquietudine e noia ed è in quel momento che ho ricominciato a comporre. È tornata la musica e sono evaso dalla routine opprimente del momento. La musica è la più grande forma di evasione, non solo dalla costrizione delle quattro mura domestiche durante il lockdown: serve per distogliere i cattivi pensieri.

Quindi ha sottolineato: “Dall’esperimento che ho condotto, ho avuto la conferma che la musica è un essere sociale. C’è musica per ogni stato d’animo. È il più grande mezzo per evadere da sé stessi e, al contempo, per guardarci dentro. Inoltre, la musica è famiglia: sebbene il disco sia nato da me in totale isolamento, ho poi intrapreso importanti collaborazioni per permettere “Delayed” di prendere vita”.

Giulio Bianco Delayed

In ogni canzone che compone il nuovo album di Giulio Bianco c’è una città nella quale avrebbe dovuto portare la sua musica, ma c’è prima di tutto un’emozione sincera, intima e profonda. In questo momento, qual è l’emozione che meglio anima il cuore di Giulio Bianco in questo momento? “La mia emozione attuale è propositiva. L’arte deve sempre farsi portavoce di un messaggio che sia propositivo, deve lasciare aperto uno spiraglio. Sono propositivo per il futuro. Con ottimismo ha aggiunto: “Sento che l’estate 2022 sarà piena di concerti”.

Poi ha svelato: “Vorrei portare in giro “Delayed” sonorizzando delle immagini. Sto arrangiando alcune parti del disco per produrre uno spettacolo teatrale. Con il Canzoniere Grecanico Salentino siamo in moto, stiamo programmando il tour previsto per il 2022 e abbiamo registrato un brano per un grandissimo artista mainstream che uscirà nei prossimi mesi. Sono in moto”.

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