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Gli affari loschi del mare

Addirittura il reportage che ha portato allo scoperto il bussines del tonno nero nei mari, ha vinto il premio Investigative Reporters and Editors, più noto come IRE e secondo solo al premio Pulitzer. L’inchiesta è stata portata avanti da un gruppo di dodici giornalisti che hanno lavorato a questo reportage per circa dieci mesi e il cui lavoro è stato poi preso in esame dall’Icij, ovvero il consorzio internazionale di investigazione giornalistica. Ciò su cui si vuole puntare l’attenzione, non è il prestigio giornalistico, ma l’inchiesta stessa, che ha creato molto scalpore. Anche se l’allarme già da anni era stato lanciato dal WWF, per quanto riguardava il Mediterraneo, ora si ha la conferma. Intorno alla pesca del tonno rosso, si ha un bussines che si aggira intorno ai 4 miliardi di dollari.

Il tutto sarebbe diviso tra la violazione della quota di pesca consentita, mancata rendicontazione del pesce pescato, utilizzo di strumenti vietati da anni. A ciò si deve aggiungere anche il mancato controllo del governo per la quanto riguarda la qualità del pesce pescato nell’interesse del consumatore. Il paese europeo che più di ogni altro infrange le regole della pesca, è la Francia che oramai da più di 10 anni svolge attività illegali di questo genere. Ma le ricerche dei reporter si sono svolte non solo nel Mediterraneo, ma anche nell’Atlantico e nel Pacifico e nell’oceano indiano, dove anche qui l’illegalità della pesca di tonni rossi ha raggiunto cifre pari a sei miliardi di dollari, per oltre 170 mila tonnellate di pesce pescato illegalmente.


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