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Gli anestesisti contro allentamento delle misure anti-Covid: “Non ci sono le condizioni”

Flavia Petrini, presidente degli anestesisti, lancia l'allarme in merito alle riaperture.

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Il Governo è pronto a varare un allentamento nelle misure di restrizione utili ad evitare la diffusione del Covid-19. I ristoranti e le altre attività, come piscine e palestre, a lungo rimaste con le saracinesche abbassate, potranno rivedere la luce, quantomeno in zona gialla.

Non tutti però sono d’accordo con le riaperture. In particolare ad opposti sono coloro che lottano in prima linea contro il virus. Gli anestetisti, a tal proposito, stanno chiedendo di non attuare le riaperture.

L’appello degli anestesisti

È sbagliato riaprire. Non ci sono le condizioni, ma si può fare: basta, però, che si dichiari che abbiamo deciso di sopportare decessi e impossibilità di cure per salvare un’economia che è arrivata a un punto limite.

L’economia deve avere la precedenza? Bisogna dichiararlo, anche se è incostituzionale perché la Costituzione dice che il diritto alla salute è un diritto primario“. Lo ha detto all’Adnkronos Flavia Petrini, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva.

E lancia l’allarme: “I decessi continueranno ad aumentare l’età media dei ricoveri si sta abbassando e questo è in parte l’effetto delle vaccinazioni, ma indica anche che la virulenza di Sars-Cov-2 è alta se porta al ricovero persone più giovani.

Nelle terapie intensive siamo oltre la soglia del 30% che era stata fissata. Ma il 30% significa già allarme rosso, non è un semaforo giallo. Vorrei che venissero i politici nelle nostre rianimazioni. Anche i no vax cambiano idea quando entrano in una terapia intensiva. E vorrei che anche la stampa mostrasse le immagini senza il velo della privacy, perché ci si rendesse conto. Si parla di quello che sta accadendo in Brasile dove mancano i farmaci.

È accaduto anche in Italia all’inizio della pandemia e abbiamo dovuto fare delle chiamate all’estero per raccattare i farmaci che mancavano. E può accadere di nuovo perché il sistema non è infinito“.

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