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Quando gli scarti possono diventare forma di innovazione

Il processo di recupero di scarti viene messo in atto sempre più spesso. Questi, infatti, non sempre rappresentano qualcosa semplicemente da eliminare.

scarti

Quando si parla di scarti, industriali, alimentari, si pensa immediatamente a qualcosa che ormai non possa essere più recuperato e che sia ormai destinato all’eliminazione. Ciò viene fuori dal significato stesso di scarto, ossia eliminazione di un elemento di poco valore, superfluo, se non addirittura ritenuto inutile.

Come anticipato precedentemente, esistono differenti forme di scarto, industriali e agroalimentari sono le principali. Questi derivano dai processi di lavorazione all’interno di industrie, le quali, oltre a produrre il loro risultato finale, ossia l’elemento per cui si effettua il determinato, producono anche degli elementi ulteriori, che vengono appunto definiti come scarti. Questi, proprio per la loro natura, non vengono riutilizzati ma eliminati. Eppure il numero di innovazioni tecnologiche che nasce proprio da questi elementi è sempre maggiore.

In particolare, il focus attuale è principalmente destinato agli scarti alimentari. Gli scarti industriali già da un po’ vengono sfruttati per fini diversi. Quelli alimentari, invece, solo da poco sono stati scoperti come una possibile risorsa del futuro. In particolare, la filiera agroalimentare italiana produce annualmente una eccedenza di ben cinque milioni e mezzo di tonnellate, di cui viene recuperato meno del 10%. Questo rappresenta un numero davvero molto basso, specialmente in considerazione del fatto che sempre più studi in tale campo dimostrano che dal cibo, e dagli scarti di questo, si può veramente ricavare moltissimo.

Scarti di frutti, ortaggi, olio d’oliva, persino fiori, da una enorme serie di scarti dell’agricoltura e, in generale, alimentari, si possono ricavare elementi che possono essere utili per molte applicazioni. Si tratta, spesso, di elementi frutto di sottolavorazioni, cibi scaduti oppure invenduti delle filiere agroalimentari. Questi possono essere sfruttati, innanzitutto, nel campo dell’edilizia, tra i più attivi per il recupero di tale tipologia di scarti. Ad esempio, una classica applicazione è il trattamento del parquet. Un’altra applicazione che sta crescendo sempre di più ultimamente è lo sfruttamento di tali scarti per la produzione di pitture per esterni di edifici.

Ciò ci porta, dunque, a dire che non è sempre vero che uno scarto non possa essere più sfruttato, in quanto tale. Anzi, quanto detto dimostra quanto questi elementi possano essere sfruttati per diversi fini. Non è da poco che è attivo questo processo di recupero, che, negli ultimi anni, sembra svilupparsi sempre di più in diverse filiere di eccellenza in Europa. Una cosa è certa, gli scarti possono davvero diventare un’importante risorsa del futuro oltre che una nuova forma di innovazione.


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