Governo presenta il decreto anti casta - Notizie.it
Governo presenta il decreto anti casta
Roma

Governo presenta il decreto anti casta

Questa volta il governo sembra seriamente deciso a scontornare le modifiche del Titolo V della Costituzione votate nel 2000 dalla maggioranza di centrosinistra in Parlamento e confermate successivamente dal referendum del 2001. La cosiddetta “ devolution “ passerà adesso al vaglio del governo tecnico, che considerati gli sperperi pagati a caro prezzo, ha deciso di rivederne le competenze. Le Regioni non dovranno più essere degli “Stati autonomi“, ma legate necessariamente allo Stato centrale.

Dopo che Palazzo Chigi ha presentato il decreto “anti Casta” grazie al quale sono saltate decine di poltrone in tutta Italia, è arrivata una nota : “Seguiranno presto altri provvedimenti che comporteranno una proposta di revisione della ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni al fine di assicurare un assetto razionale ed efficiente, con l’eliminazione di sovrapposizioni e duplicazioni burocratiche e chiameranno regioni ed enti locali a concorrere agli obiettivi di finanza pubblica, al consolidamento dei conti e al rispetto del pareggio di bilancio”.

Durante l’incontro con Regioni ed enti locali a Palazzo Chigi, Monti ha confermato che il Consiglio dei ministri si occuperà della riforma del titolo V per riportare alcune competenze delle Regioni a livello centrale.

Le riforme interesseranno porti, aeroporti ed energia. Scuola e sanità rimangono materie concorrenti. Sui bilanci delle regioni c’è anche il controllo della Corte dei Conti.

Questa rivoluzione copernicana potrebbe cominciare oggi, dal momento che il disegno di legge di modifica costituzionale sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma il condizionale è d’obbligo visto che per far passare una legge costituzionale serve un doppio passaggio in Parlamento e pure la maggioranza qualificata (cioè due terzi dei voti). Nella relazione che accompagna il ddl si legge: “Dato il breve spazio di legislatura ancora a disposizione l’obiettivo è quello di apportare modifiche quantitativamente limitate, ma significative dal punto di vista della regolazione dei rapporti tra lo Stato e le Regioni”.

Il nocciolo della questione sta nella cosiddetta “clausola di supremazia“,: sulle materie concorrenti è la legge dello Stato a prevalere secondo il principio “dell’unità giuridica ed economica della Repubblica come valore fondamentale dell’ordinamento”. Cosa che dal 2001, post ulivo non accade.

Tra le altre cose grandi reti di trasporto e di navigazione, l’istruzione, il commercio con l’estero, la produzione, il trasporto e la distribuzione dell’energia, torneranno ad essere competenza puramente nazionale.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche