Governo: Salvini "Restano distanze", mentre M5s non fa nomi
Governo: Salvini “Restano distanze”, mentre M5s non fa nomi
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Governo: Salvini “Restano distanze”, mentre M5s non fa nomi

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"C'è ancora da lavorare", ha detto Salvini. Così M5s e Lega hanno chiesto altro tempo al Presidente Mattarella

Lega e Movimento 5 Stelle non hanno ancora trovato la quadra per la formazione del nuovo governo. A distanza di oltre due mesi dalle elezioni, quando sembrava che i partiti stessero giungendo a un stabile e comune accordo, tra Carroccio e grillini restano le distanze; almeno su alcuni punti dei rispettivi programmi. Presto, ci dicono pur avendo preso ancora del tempo, un nuovo esecutivo guiderà il nostro Paese. Di Maio si dice pronto a far partire il governo, ma non si sbilancia sui nomi del possibile Premier. Salvini ha precisato: “Restano distanze, lavoriamo sui temi”. I due leader hanno chiesto altro tempo ed è arrivato l’ok di Mattarella.

Nuovi passi verso il governo

E’ da poco terminato il nuovo giro di consultazioni per la formazione del governo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ora pazienta. Non intende impedire la nascita di un governo politico che avvii finalmente la legislatura. E’ stata così accolta la richiesta di Lega e M5s: avranno qualche giorno in più di tempo per discutere sulle questione di pubblico interesse.

Saranno le stesse forze politiche a far sapere al Presidente quando saranno pronte. Nel corso della mattinata di martedì 15 maggio, le delegazioni di M5S e Lega torneranno a riunirsi sul contratto di governo.

Tutti sono in attesa di sapere il nome del nostro futuro Premier. Ma i leader non si sbilanciano e Di Maio conferma: “Premier? Nomi non ne facciamo”. Salvini precisa: “Il governo parte se può fare le cose. Se ci rendessimo conto che non in grado, allora ci fermiamo”. Nel frattempo sembra stia cadendo l’idea di un Premier terzo non politico, tra cui si erano fatti i nomi di Giulio Sapelli e Giuseppe Conte. Il nodo premiership sembra non aiutare le due parti in causa. Il M5S, infatti, avrebbe rilanciato l’opzione Di Maio Premier. La proposta ha subito trovato la contrarietà della Lega.

Il leader della Lega Matteo Salvini, dopo il colloquio al Quirinale, ha detto: “Stiamo facendo uno sforzo enorme”. Se dovessimo ragionare per convenienza politica non saremmo qua da tempo”, ha aggiunto.

E ancora: “Se dovessimo dar retta ai sondaggi saremmo i primi a dire “chi ce lo fa fare di trovare una squadra?” Lasceremmo tutto nelle mani di Mattarella”.

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Parola ai leader

“Se saremo abbastanza bravi a trovare la squadra si parte senza problemi, ma non vogliamo prendere in giro il presidente della Repubblica e gli italiani. Stiamo discutendo su alcuni temi“, ha ribadito il leader leghista. “Il tema giustizia è centrale: processi più brevi”, puntualizza Salvini, che ha poi aggiunto: “Anche su questo partiamo da posizioni differenti”.

“Se io vado al governo, voglio fare quello che ho promesso e per cui gli italiani mi hanno votato”, dice Salvini. Poi precisa: “Fornero, evitare l’aumento dell’Iva, ridurre le accise sulla benzina, sull’immigrazione”. Sono questi i punti su cui Lega e M5s partono da notevole distanza. “Io voglio che ai figli non gli cadano i soffitti in testa, voglio che le imprese paghino meno tasse”, ha dichiarato.

Anche la Lega vuole ascoltare il parere dei propri elettori sull’intesa con i 5S per la formazione del nuovo governo.

L’ufficio organizzativo ha inviato una lettera ai segretari regionali e provinciali. I suddetti sono invitati a prenotare le piazze per il weekend del 19 e 20 maggio. L’obiettivo è quello di consentire lo svolgimento di una consultazione tra la cittadinanza sul così detto contratto di governo. Ogni gazebo, così si legge nella lettera, dovrà dotarsi di un’urna per raccogliere le schede votate.

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