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GRA a pagamento, nuove polemiche in attesa della valutazione della proposta

E’ in attesa di essere presentato e valutato dal Consiglio dei Ministri il decreto che dovrebbe indicare i 1200 chilometri da sottoporre a pedaggio, dal 1 Maggio 2011, tra cui un tratto della Salerno-Reggio Calabria e il Grande Raccordo Anulare di Roma.

Sul tavolo delle trattative, a fare rumore non è soltanto la gestione burocratica ed amministrativa di una simile iniziativa ma soprattutto la questione del pendolarismo. La gratuità della circolazione urbana ed extraurbana deve essere garantita, specie a coloro che per motivi di studio e lavoro sono vincolati a sfruttare l’anello del GRA con frequenza giornaliera.

Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, e il ministro delle Infrastrutture Matteoli ribadiscono come non ci siano ancora le premesse per imbastire alcun tipo di polemica, anche perchè sul piede di guerra è sceso il Codacons, che promette assistenza legale e azioni di protesta al fianco dei cittadini per contestare un’idea illegittima oltre che sciagurata.
Predisporre il pedaggio sulla principale arteria del trasporto su due e quattro ruote a Roma, equivale a bloccare la circolazione in entrata e in uscita dalla città perchè gli automobilisti prenderebbero strade alternative che non sono in grado di sopportare la portata di traffico che, spesso, neppure il Raccordo riesce a smaltire.

Il ricorso al Tar del Lazio del Campidoglio, Provincia e Regione è già pronto.

Zingaretti, Alemanno e la Polverini schierati dalla parte dei cittadini unanimi garantiscono che i romani non dovranno temere di aprire il portafoglio, più di quanto già non facciano.


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