×

Grazie Eto’o… nei tuoi occhi hai portato i nostri sogni, coi tuoi piedi li hai realizzati

24 AGOSTO 2011, MILANO – E’ arrivato a malincuore il momento dell’addio definitivo. La prima volta, due anni fa, con la maglia dell’Inter addosso,sembra lontanissima: Samuel Eto’o arrivava a Milano. Un ragazzo riservato e consapevole della sua attesa e con gli occhi pieni del sogno della squadra e dei tifosi. “Bacerò questi colori quando sentirò di farlo, non quando mi sarà imposto” è una delle tante affermazioni dell’uomo, prima che dello straordinario campione, di quello che: “Le finali non si giocano, si vincono” e molto, moltissimo altro ancora. Da quell’inizio del 2009 a oggi sembra passato un millennio perché Eto’o ha portato all’Inter tanti sorrisi e una mentalità vincente, che ha portato all’Inter la bramata Champions League.

Samuel ci ha portati sul tetto del mondo facendo il terzino, l’ala e la punta allo stesso tempo. Ha dovuto soffrire le pene dell’inferno sotto la gestione Mourinho, due uomini veri che più volte sono venuti al confronto duro con la certezza però di un obiettivo comune: vincere. E ci sono riusciti. Troppo forti per essere dimenticati i ricordi del gol a Stamford Bridge che ci ha fatto credere per la prima volta nella conquista della Coppa, delle rincorse a Daniel Alves alle quali un mostro sacro come lui si è prestato come l’ultimo dei terzini di un campetto di periferia, ma anche della valanga di reti dell’ultima annata. Dietro al campione straordinario anche nel sacrificarsi che c’è in Eto’o, compare la figura di un uomo straordinario che non va ora biasimato per aver accettato l’offerta dell’Anzhi.

Samuel è un vincente, le sue soddisfazioni a Milano se le è tolte e per un africano che rappresenta nel mondo il proprio intero continente, dire di no a 60 milioni di euro in tre anni è come sputare in un piatto d’oro. Essere mercenari, a mio avviso, è un’altra cosa. Samuel è il nome delle vittorie, dei gol, delle sgroppate, dei sorrisi, dei saltelli in Curva Nord, degli abbracci ai compagni e anche, perché no, delle stravagate esultanze. Insomma, il ragazzo nero venuto da lontano per restituire la Champions alla squadra nerazzurra è un grande uomo, un campione esemplare, entrato nella leggenda dell’Inter. Racconteremo di averlo visto giocare, segnare, sorridere, rincorrere, sudare, vincere, e così via nella girandola atroce dei ricordi più belli.

Grazie di tutto, allora, Samu, e in bocca al lupo. Chi ama questi colori non ti dimenticherà mai… ma non farci lo scherzo di ritrovarti al Milan.


Contatti:

Scrivi un commento

1000

Contatti:

Leggi anche