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Green Pass obbligatorio: cosa sta accadendo nel mondo dello sport

Se è vero che il vaccino non è mai stato obbligatorio per gli atleti, è altrettanto vero che coloro che giocano a livelli agonistici sono lavoratori.

Green pass

Negli ultimi giorni non si parla d’altro: l’istituzione del Green Pass obbligatorio sul luogo di lavoro ha scatenato non poche polemiche tra gli italiani, molti dei quali sono scesi in piazza per far valere le proprie idee ed opporsi alla decisione del Governo. Il provvedimento d’altronde ha creato non pochi problemi per i lavoratori, nessuno escluso.

Lo stesso mondo dello sport è stato travolto da questa novità, perché se è vero che il vaccino non è mai stato obbligatorio per gli atleti italiani è altrettanto vero che coloro che giocano a livelli agonistici sono lavoratori, in tutto e per tutto. Anche calciatori, pallavolisti e via dicendo dunque hanno l’obbligo del Green Pass per entrare in campo e svolgere la propria attività professionale, ma cosa sta accadendo in questi giorni? Qualche sconvolgimento c’è stato nel mondo dello sport, al punto che nei siti di scommesse online si avverte dell’incertezza da parte degli stessi tifosi. Tra giocatori in protesta e società virtuose, lo scenario oggi si presenta alquanto vario

Nuovo protocollo per i calciatori italiani

Nel mondo del calcio i calciatori no-vax non mancano, nemmeno in Italia. È pressoché impossibile conoscere il numero esatto di coloro che sono contrari al vaccino perché le varie società non devono comunicare le scelte prese dai propri componenti. Ad oggi sappiamo solo che 7 squadre italiane hanno raggiunto il 100% dei tesserati vaccinati e tra queste figura anche l’Inter.

Con l’istituzione del Green Pass obbligatorio sul luogo di lavoro però la FIGC si è vista costretta a pubblicare un nuovo protocollo. In Italia dunque, dal 15 ottobre 2021, tutti i calciatori non vaccinati devono sottoporsi ad un tampone ogni 48 ore non solo per partecipare ai match ma anche per prendere parte agli allenamenti.

Il protocollo della FIPAV in linea con il Governo

La FIPAV dal canto suo si è dimostrata sin da subito in sintonia con la linea del Governo e con l’ufficialità dell’obbligo del Green Pass sul luogo di lavoro dal 15 ottobre 2021 non è cambiato sostanzialmente nulla. La Federazione Italiana Pallavolo aveva infatti già comunicato in via ufficiale che per la stagione sportiva 2021-2022 chiunque avrebbe avuto accesso agli impianti di gioco sarebbe stato costretto ad esibire la certificazione verde. Le regole dunque rimangono invariate: chi non ha fatto il vaccino, deve sottoporsi a tampone ogni 48 ore.

Dalla MotoGP al basket, Green Pass obbligatorio nel mondo dello sport italiano

Se andiamo a vedere anche tutti gli altri settori dello sport italiano, dalla MotoGP al basket, la situazione oggi appare sempre la stessa. Per gli atleti il Green Pass è ormai obbligatorio, non solo per la partecipazione a match ed eventi ma anche per gli allenamenti. Tutte le società si sono allineate dunque alle decisioni prese dal Governo italiano, che però appaiono spesso in contrasto rispetto a ciò che sta accadendo al di fuori dell’Italia. Nel mondo del calcio, ad esempio, ci si sta già interrogando sulla Premier League visto che la metà dei giocatori che vi parteciperanno non sono stati vaccinati.

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