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Green pass obbligatorio sul lavoro, scioperi in tutta Italia: “Il blocco è iniziato”

Oggi è entrato in vigore il Green Pass obbligatorio sul lavoro e sono già iniziati gli scioperi in tutta Italia. Il blocco è iniziato e non si ferma.

Green pass

Oggi è entrato in vigore il Green Pass obbligatorio sul lavoro e sono già iniziati gli scioperi in tutta Italia. Il blocco è iniziato e non si ferma.

Green pass sul lavoro: scioperi in tutta Italia

Oggi, venerdì 15 ottobre, è il giorno dell’entrata in vigore del Green pass obbligatorio sul lavoro, ma è anche il giorno degli scioperi in tutta Italia. Il governo Draghi, di fronte alla richiesta dei sindacati, ha deciso che valuterà ulteriori detrazioni rispetto al credito d’imposta al 30% a disposizione delel aziende. Nonostante questo, gran parte dei lavoratori italiani continua a manifestare, minacciando di andare avanti fino a quando il certificato verde verrà tolto.

Draghi vuole tirare dritto e per il momento non si è lasciato minacciare dai blocchi di porti e autostrade e dagli scioperi diffusi nel Paese. Ieri l’agenzia Aifa si è detta pronta a sbloccare i vaccini non autorizzati in Europa, ovvero Sinovac e Sputnik. Roberto Speranza è pronto ad emanare un’ordinanza che i lavoratori stranieri in Italia. Gli scioperi in Italia, intanto, sono già iniziati.

Green pass sul lavoro: il blocco dei porti

L’Italia è pronta a manifestare e gli scioperi sono già iniziati. L’epicentro della protesta è il porto di Trieste. “Di fatto il blocco è già iniziato, hanno scelto di stare in una zona internazionale, se si controlla quella, si ferma tutto” ha dichiarato un portuale a La Stampa. I tentativi di mediazione non sono serviti a far desistere i manifestanti. La linea ufficiale dei portuali e dei manifestanti è quella espressa dal leader Stefano Puzzer.

O il governo revoca l’obbligo del certificato per tutti i lavoratori italiani o andremo avanti con un blocco a oltranza” ha dichiarato. Anche il sindacato Fisi ha proclamato cinque giorni di sciopero generale. “Come prevedono le norme vigenti saranno garantiti, nel corso delle 5 giornate di sciopero, i servizi minimi essenziali e in particolare le urgenze, mentre le attività programmabili potranno subire riduzioni conseguenti all’adesione allo sciopero da parte degli operatori” ha fatto sapere il sindacato. Intanto, Sara Cunial, ex M5s, ha convocato uno “sciopero generale del lavoro e del consumo” con manifestazione in piazza Bocca della Verità. I No Green pass non si fermano neanche su Telegram, soprattutto per il sostegno ai portuali di Trieste. Altre manifestazioni sono annunciate nelle altre città italiane.

Green pass sul lavoro: scaffali vuoti e trasporti a rischio

I sindacati dei trasporti stanno calcolando delle cifre che, se dovessero essere confermate, potrebbero paralizzare interi settori. “Il Green pass riverserà sulla testa delle imprese di autotrasporto più di 70 milioni al giorno” ha dichiarato Trasportounito, secondo cui “i maggiori costi deriveranno dalla mancata produttività degli autisti che non saranno più impiegabili e non sostituibili per carenza di personale“. Questo potrebbe portare a gravi ritardi nelle consegne. “Con l’85% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo stop di camion e tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati” ha aggiunto Coldiretti.

Gravi criticità anche per quanto riguarda il trasporto pubblico, dove la percentuale di non vaccinati si aggira tra il 10 e il 20%. A Milano, più di 272 lavoratori del settore hanno dichiarato di non voler rispettare l’obbligo di Green Pass e l’azienda ha riscontrato un aumento del 15% del personale in malattia. Stesse cifre a Roma. A Verona e Genova previsto il 10% di assenze.

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