Grenfell Tower, l'ultimo messaggio di Marco al padre | Notizie.it
Grenfell Tower, l’ultimo messaggio di Marco al padre
Cronaca

Grenfell Tower, l’ultimo messaggio di Marco al padre

Grenfell Tower
Grenfell Tower, l'ultimo messaggio di Marco al padre

Il padre di Marco Gottardi, uno dei due ragazzi italiani morto nel rogo delle Grenfell Tower, racconta dell'ultimo messaggio ricevuto da suo figlio.

Grenfell Tower, si torna ancora una volta a parlare del terribile incendio avvenuto a Londra nella notte del 14 giugno 2017, e che ha provocato la morte di quasi novanta persone.

Il bilancio delle vittime, non ancora definitivo data la complessità del rinvenimento dei resti, sarà reso noto quando l’inchiesta verrà definitivamente chiusa.

Grenfell Tower, morti due italiani

La notte del 14 giugno, a causa del terribile incendio divampato intorno all‘una del mattino, hanno perso la vita due ragazzi italiani: Marco Gottardi, 27 anni, e Gloria Trevisan, ventiseienne, una coppia di fidanzati veneti che avevano deciso di trasferirsi a Londra per cercare migliori condizioni lavorative.

I fidanzati, soddisfatti delle prospettive lavorative raggiunte nella capitale dell’Inghilterra e del Regno Unito, avevano un appartamento in affitto nella Grenfell Tower, situata nel quartiere di North Kensington, che ha preso fuoco a causa, probabilmente, di un corto circuito di un frigorifero difettoso situato in uno degli appartamenti del quarto piano dello stabile.

Nonostante il grande dispiegamento di forze, però, non si è riusciti a trarre in salvo tutti i residenti.

Nonostante i soccorsi siano arrivati, a quanto pare, sei minuti dopo l’allerta, le fiamme si sono propagate ad una velocità impressionante e hanno trasformato la Grenfell Tower in una impressionante torcia indomabile.

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La morte di Marco e Gloria

I due ragazzi, che abitavano già da qualche tempo nella Grenfell Tower, quando ancora non ci si era resi conto di ciò che l’incendio avrebbe provocato, sono stati raggiunti dalle telefonate dei genitori che erano venuti a conoscenza della tragica notizia. Inizialmente li avevano rassicurati rispetto a ciò che stava accadendo, visto che le squadre di soccorso erano già al lavoro.

Domato però l’incendio principale, quello dell’appartamento al quarto piano, non è stato possibile spegnere le fiamme che avevano già raggiunto il rivestimento esterno dell’edificio, e si erano propagate a una incredibile velocità verso gli altri piani, soprattutto quelli superiori.

Non c’è stato più nulla da fare, e il bilancio, non ancora definitivo, ha portato alla morte 87 persone, già accertate, più innumerevoli feriti. Tra le vittime Marco e Gloria, che avevano fatto in tempo a rassicurare i propri genitori.

Tra le telefonate partite e ricevute quella terribile notte, il padre di Marco, Giannino Gottardi, ricorda quella avvenuta con suo figlio. Lo aveva contattato, come già detto, appena avuta la notizia dell’incendio proprio dalla madre di Gloria, ed era stato rassicurato dal ragazzo, convinto che la situazione si sarebbe risolta.

L’ultimo messaggio di Marco Gottardi

“Non riesco a capire perché cade in continuazione la linea. Vi voglio bene. A tutti e due, te e la mamma.”. Queste le parole che Marco ha lasciato alle 4.10 del mattino nella segreteria telefonica dei suoi genitori. Non è possibile comprendere se non si fosse reso realmente conto di ciò che stava accadendo o se volesse solo tranquillizzare i suoi genitori.

Fatto sta che queste sono state le ultime parole che il papà e la mamma di Marco hanno sentito pronunciare d alui, visto che quando Giannino Gottardi ha provato e riprovato a contattare suo figlio non ha più ricevuto alcuna risposta.

Adesso il papà di Marco, di ritorno da Londra proprio nei giorni scorsi, ripercorrendo gli ultimi momenti di vita di suo figlio non si capacita di come siano andate certe cose. Pare, infatti, che i pompieri abbiano consigliato agli inquilini di rimanere chiusi in casa mentre loro provavano a domare le fiamme.

Questo, però, avrebbe provocato la loro condanna e, detto dallo stesso Giannino Gottardi, nella sfortuna più nera, i due ragazzi hanno però trovato la morte a causa del monossido di carbonio e non per essere stati raggiunti dalle fiamme. Sicuramente una magra consolazione, ma comunque un sollievo nell’apprendere ciò.

Forse, ma è ancora presto per dirlo, qualcosa poteva funzionare meglio, andare diversamente, è comunque certo che i materiali usati per costruire l’edificio e le scarsissime misure di sicurezza preenti nel condominio sono state una delle principali cause delle tante morti avvenute.

L’incendio delle Grenfell Tower

La torre di North Kensington era un edificio popolare costruito nel 1974 con il tipico stile rustico delle ‘council estate’, e cioè con mattoni a vista.Al tempo, l’area circostante non era target di investimenti immobiliari o riqualificazione, come invece succede oggi.

Arriva quindi, per il biennio 2015-2016, un finanziamento di 67 milioni destinato alla municipalità di Kensington e Chelsea, e 10 milioni vengono destinati proprio al restauro della Grenfell Tower, appaltato alla Roydon construction.

Buona parte del denaro viene utilizzato per ricoprire la torre con un rivestimento esterno fatto di pannelli di alluminio con un anima in polietilene, quindi plastificata. Si tratta di materiale costruttivo a buon mercato il cui utilizzo è vietato negli Stati Uniti per ragioni di sicurezza in materia d’incendio.

Il rivestimento viene posto solamente sulla facciata esterna della Grenfell, cioè quella visibile dalle zone residenziali circostanti, alcune trendy e costose come la celebre Notting Hill . In un report pubblicato sul sito della municipalità di Kensington e Chelsea nel 2014, il dirigente esecutivo della pianificazione dello sviluppo dell’area spiega proprio che uno dei propositi dell’installazione del rivestimento era “migliorare l’apparenza della torre agli occhi dei quartieri limitrofi“. Quel rivestimento biancastro che ieri, riportano altri testimoni, “ha iniziato subito a prendere fuoco e a cadere a pezzi.”.

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