Grillo difende riforma Orlando? Serve mondo senza carceri
Grillo difende riforma Orlando? Serve mondo senza carceri
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Grillo difende riforma Orlando? Serve mondo senza carceri

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Beppe Grillo sconfessa il governo e il ministro della Giustizia del M5S, evocando "un mondo senza carceri". Primo stop infatti alla riforma Orlando.

Le Commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno bocciato lo schema di decreto legislativo della riforma dell’ordinamento penitenziario. Matteo Salvini sembra voler mantenere quindi la promessa di affossare la riforma Orlando sulle carceri, e lo sta facendo grazie all’aiuto del MoVimento 5 Stelle e del ministro della Giustizia pentastellato Alfonso Bonafede. Sul tema interviene indirettamente Beppe Grillo che sul suo blog esorta a creare “un mondo senza carceri” perché l’attuale sistema punitivo “non funziona”.

Riforma carceri: parere contrario

Le Commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno dato parere contrario allo schema di decreto legislativo della riforma dell’ordinamento penitenziario, affossando di fatto l’impianto della riforma carceraria prevista dall’ex ministro Andrea Orlando. Attesi ancora, invece, i pareri sugli ulteriori tre decreti della riforma, quello sulla vita detentiva ed il lavoro penitenziario, sull’esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni e sulla giustizia riparativa e mediazione reo-vittima. In Parlamento, quindi, sembra essere passata la linea (ancora una volta) della Lega.

Nel marzo scorso, infatti, Matteo Salvini prometteva: “Appena al governo cancelleremo questa follia nel nome della certezza della pena: chi sbaglia paga”.

Il parere contrario in Commissione è stato giustificato dalla maggioranza di governo, di cui fa parte anche il MoVimento 5 Stelle, “in nome della sicurezza”. “Demagogia pura. Parole in libertà dette senza conoscere l’alfabeto del diritto e della politica criminale. Bocciatura avvenuta in modo presuntuoso senza sentire il parere di esperti” denuncia su Facebook l’Associazione Antigone, che si batte da anni per i diritti e le garanzie nel sistema penale.

“La sicurezza – prosegue – si costruisce offrendo opportunità di integrazione sociale e non abbruttendo i detenuti. La loro sicurezza alimenterà la catena del crimine“. “Lo sa anche Beppe Grillo che sul suo blog di fatto sconfessa l’operato del governo e del ministro della Giustizia del M5S (Alfonso Bonafede, ndr), con un post in cui cita noi e l’abolizionista Nils Christie e che condividiamo parola per parola” osserva l’Associazione Antigone.

Beppe Grillo bacchetta M5S

Sul suo blog, infatti, Beppe Grillo attacca indirettamente i pentastellati evocando “un mondo senza carceri”. “Il sistema punitivo che stiamo adottando è antico come il mondo, ma soprattutto non funziona” scrive infatti il garante e fondatore del MoVimento 5 Stelle, snocciolando qualche numero a conferma di quanto sta sostenendo.

“L’ultimo rapporto dell’Associazione Antigone parla chiaro, dalla fine del 2015 ad oggi il numero dei detenuti in Italia è cresciuto davvero tanto, ben 6.098 in più. – sottolinea – Il sovraffollamento è pari al 115,2%”.

“Ma il vero problema è un altro, sono i recidivi. – prosegue – Ad oggi sono un numero incredibile”. “Su circa 58mila detenuti, solo il 37% non avevano mai commesso altri crimini, per il restante 63% le mura dello Stato erano già note, addirittura il 13% di loro (più di 7000 persone) avevano dalle 5 alle 9 precedenti carcerazioni”. “Dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero, o almeno, al minimo possibile. – esorta quindi Grillo – In questa prospettiva, la soluzione penale diventa una delle possibilità, non più la sola. La punizione diventa una, ma solo una, tra diverse opzioni” perché “la prigione, il più delle volte, è dannosa per gli individui”.

“Rinchiudere una persona per anni dentro una stanza, oltre ad essere una tortura senza senso, non porta a nulla e non capisco quali risultati dovrebbe portare.

Oggi è chiaro. E’ chiaro che servono mezzi alternativi” puntualizza Beppe Grillo. Evidentemente, però, agli esponenti di governo del suo partito lo è un po’ meno, forse troppo presi ad accontentare l’alleato leghista anche su temi che finora erano molto cari ai 5 Stelle.

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