Beppe Grillo:"La scuola presto fa male, cambiamo gli orari"
Beppe Grillo: “La scuola presto fa male, cambiamo gli orari”
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Beppe Grillo: “La scuola presto fa male, cambiamo gli orari”

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Grillo ha pubblicato sul suo blog l'intento di modificare gli orari scolastici per impedire le "levatacce", in quanto nocive alla salute degli alunni.

Mentre il leader dei 5 stelle Di Maio è alla ricerca di alleati per la formazione del nuovo governo, Beppe Grillo torna alla riscossa pubblicando sul suo blog un messaggio in cui esprime la volontà di intervenire sulla scuola modificando gli orari di lezione per garantire un sonno più lungo agli studenti. Il pentastellato cita i risultati degli studi effettuati da alcune università americane, che rivelano che svegliarsi presto fa male agli studenti.

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Grillo: “Cambiamo gli orari”

Il fondatore del Movimento 5 stelle torna a farsi sentire con una nuova proposta: istituire nelle scuole orari più “moderni”, abolendo le levatacce e garantendo ai ragazzi le legittime ore di sonno. Dalla parte di Grillo, la ricerca di UC Berkeley e Nordest dell’Illinois University sugli effetti negativi che i ritmi circadiani provocano sulle facoltà intellettive e sulla salute degli alunni.

Beppe Grillo ha spiegato sul blog tanto seguito che i ricercatori hanno preso in esame 1500 studenti dividendoli in “nottambuli”, “fringuelli diurni” e “allodole del mattino” in base alle loro attività durante le giornate non trascorse in classe.

Gli studiosi hanno confrontato i risultati accademici con i loro tempi di lezione. Le conclusioni, a sentire il fondatore M5s, sono state strabilianti. Parrebbe che svegliarsi presto influenzerebbe negativamente sui risultati scolastici degli studenti. E’ apparso, infatti, che gli alunni vittime del cosiddetto “social jet lag”, i “nottambuli” della ricerca, hanno ricevuto voti inferiori rispetto agli altri ragazzi coinvolti negli studi.

L’indagine ha messo in luce la gravità della situazione. Sarebbero moltissimi, infatti, gli studenti che risentirebbero dei problemi legati agli orari poco flessibili imposti dalla scuola. Oltre ai deficit di apprendimento, il jet lag sociale è legato all’obesità e all’eccessivo consumo di alcol e tabacco.

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La ricerca indica che se uno studente può strutturare un programma coerente con i propri ritmi ha molte più probabilità di raggiungere il successo accademico. I nottambuli sono i più vulnerabili. Il 50% degli studenti partecipa alle lezioni prima di essere completamente sveglio e un altro 10% raggiunge il picco di attenzione prima dell’inizio delle lezioni.

Studi precedenti a quelli presi in considerazione da Grillo hanno appurato che il passaggio dal sonno alla veglia può avvenire in momenti diversi della giornata e in vari momenti della vita. Gli anziani tendono ad essere attivi prima dei giovani e, nel complesso, gli uomini rimangono alzati più tardi delle donne. C’è da tenere conto, per di più, che i ritmi circadiani cambiano con le stagioni in base alla luce naturale.

In breve, i risultati della ricerca, come sottolineato da Grillo, indicano che invece che costringere i figli ad andare a dormire prima e a tirarli giù dal letto a secchiate d’acqua, bisognerebbe assecondare i loro ritmi biologici. Ne esistono più o meno 3 tipi differenti. Stando alle parole del papà dei pentastellati, “si dovrebbe lavorare per individuare l’istruzione in modo che l’apprendimento e le classi siano strutturate per agevolare l’apprendimento”.

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