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Guatemala, aumentata la pena a 25 anni per chi abortisce. Vietati anche i matrimoni omosessuali

Guatemala aborto

Chi interrompe una gravidanza rischia una pena di 25 anni di carcere. A prevederlo una legge approvata dal Governo del Guatemala.

Ulteriore stretta sulla pena detentiva per chi interrompe la gravidanza con condanne fino a 25 anni di carcere e divieto di sposarsi con una persona dello stesso sesso.

A prevederlo è la nuova legge che è stata approvata dal Governo del Guatemala nella giornata di mercoledì 9 marzo. 

La “legge per la tutela della vita e della famiglia”, il cui iter legislativo aveva avuto inizio nel 2017 è stato approvato quasi all’unanimità con 101 voti favorevoli e 8 contrari. Nel frattempo sono diverse le critiche da parte di chi – senza mezzi termini – ha dichiarato che si tratta di una legge che viola i diritti umani. 

Guatemala, cosa prevede la nuova stretta dell’aborto

La nuova legge che, prevede in tutto 21 articoli, tocca alcuni punti cari alle realtà pro-vita tra i quali il matrimonio tra uomo e donna o ancora l’educazione dei figli alla sessualità. L’ aumento degli anni di pena che una donna potrebbe scontare in caso di aborto è drastico: si parla infatti di un massimo di 25 anni rispetto al massimo di tre previsto precedentemente. Questo tipo di sanzioni interesserà anche il personale medico che aiuterà fisicamente la donna ad abortire. 

Il presidente del Guatemala Giammattei: “Un grande giorno da festeggiare”

Il presidente del Guatemala Giammattei in una serie di post su Twitter ha scritto: 

“Questo è un grande giorno da celebrare perché il Guatemala è stato dichiarato Capitale Pro-Vita dell’Ibero-America ed è un invito a unirsi per proteggere la vita dal concepimento alla morte naturale nelle sue cinque fasi. Non ci sono scuse per non rispettare quanto prescrive la nostra Costituzione Politica della Repubblica, che protegge la vita dal suo concepimento, e oggi mandiamo un messaggio chiaro al mondo”.

 

Non è stata dello stesso avviso la deputata Vicenta Gerónimo che su questa legge si è espressa contro: “Viola i diritti umani, in particolare delle donne nelle aree rurali dove non ci sono infrastrutture sanitarie governative”, sono le parole riportate da Today.it.