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Gubbio: Simoni, Camolese e quel passato che torna…
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Gubbio: Simoni, Camolese e quel passato che torna…

A parole, Giancarlo Camolese ha rifiutato la panchina del Gubbio. Cortesemente, come nello stile del personaggio, ma il no è stato netto. “La società è serissima ed organizzata, ma in questo momento cerco altre sfide” che tradotto significa la paura di bruciarsi dopo un lungo periodo di inattività seguito ad esperienze non positive. Può essere che alla base ci siano anche motivi economici, ma al momento non è dato saperlo. L’unica certezza è che per il momento a Gubbio si respira calma piatta. L’esonero di Pecchia, ormai annunciato da almeno due settimane e sempre rinviato, non si è consumato neppure nella mattinata di lunedì, ultimo giorno utile di fatto prima dell’impegno infrasettimanale di mercoledì a Brescia. “Pecchia è e rimane il nostro allenatore” ha dichiarato il dt Simoni: certo se dipendesse da lui non cambierebbe nulla ma è lecito pensare che la decisione sia stata collegiale, presa di comune accordo col ds Giammarioli ed il presidente Fioriti.

Potrebbe però esserci qualcos’altro dietro a questo nulla di fatto.

Un qualcos’altro che si perde nelle pieghe di quasi due lustri fa, storie calcistiche di esoneri e delusioni. Torino, campionato 2000-2001. Sulla panchina dei granata, appena tornati in B dopo una sola stagione di massima serie, siede proprio Gigi Simoni. Il tecnico emiliano non ha ancora del tutto smaltito la delusione per l’esonero dall’Inter, pochi mesi dopo un scudetto solo accarezzato: la successiva esperienza di Piacenza fu un disastro e la scommessa Torino sembra un azzardo. In effetti le cose si mettono male fin da subito ed a fine ottobre arriva l’esonero, proprio all’indomani della sconfitta di Piacenza e con i granata confinati in piena zona retrocessione. Tra i giocatori del Torino c’è anche Fabio Galante, ex fedelissimo di Simoni: perché in realtà, proprio quando tutto sembrava sprofondare, lo stesso Galante contattò “personalmente” Luciano Spalletti, ex amico dei tempi di Empoli, per convincerlo a venire al Toro.

La cosa venne all’orecchio di Simoni, che non gradì affatto. Il suo posto in realtà fu preso da Giancarlo Camolese, allora allenatore della Primavera granata: senza ritocchi sul mercato poche settimane dopo il Toro rinacque ottenendo a fine stagione una promozione a suon di record. Simoni, pur non avendo mai avuto contatti diretti con Camolese, di certo brucia ancora per quella delusione. Logico, quindi, che le scelte del dg eugubino s’indirizzino verso altri lidi. E logico che Camolese ci pensi su mille volte prima di andare laddove non si è graditi al massimo.

Dal canto suo Pecchia ostenta serenità e prova a guardare avanti. Primi punti a parte la squadra continua a giocare tutt’altro che bene, anzi in campo si vede sempre meno rispetto a quanto sarebbe lecito aspettarsi quanto ad organizzazione per un gruppo tecnicamente non eccelso, ma alle porte c’è Brescia, ed i lupi proveranno a giocarsela. Missione quasi impossibile, pare, ed anche per questo la speranza è che nessuno in società stia realmente pensando di mettere alla prova Pecchia al Rigamonti. Se una decisione è già stata presa sarebbe stato meglio mandare in panchina mercoledì l’allenatore della Primavera Rocco, altrimenti si vada avanti con coerenza. Guardando anche ai propri errori, e non solo a quelli di un allenatore esordiente.

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