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Guerra cibernetica: cos’è e perché Putin potrebbe scatenarla

Il generale Leonardo Tricarico non esclude l'uso di armi di distruzione di massa o lo scoppio di una guerra cibernetica da parte del presidente russo.

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Non si fermano le atrocità della guerra in Ucraina, che sembra lontana dalla fine. Putin resta fermo sulle sue posizioni e non sembra intenzionato a concludere il conflitto nella vicina Ucraina. Il generale Leonardo Tricarico non esclude lo scoppio di una guerra cibernetica.

Guerra cibernetica, cos’è e perché la Russia potrebbe scatenarla

Lo scoppio del conflitto in Ucraina in seguito all’invasione russa ha dimostrato che oggi la guerra si combatte su più fronti. Non solo militarmente: la guerra comporta serie ricadute politiche. La battaglia si combatte anche a livello economico, con sanzioni che mirano a piegare l’economia dei Paesi avversari. Coinvolto anche il settore informatico, che diventa il bersaglio di numerosi attacchi.

La guerra cibernetica è un conflitto combattuto virtualmente, in cui gli attacchi coinvolgono software e sistemi di informazione di un nemico. Eseguiti via Internet, gli attacchi disabilitano i sistemi finanziari e organizzativi, alterando o entrando in possesso di dati riservati con l’intento di danneggiare servizi, reti e siti.

Per il generale Leonardo Tricarico, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare e presidente della Fondazione Icsa, la guerra cibernetica non è da escludere.

Guerra in Ucraina, la situazione descritta dal generale Tricarico

Intervistato da Fanpage.it, il generale Tricarico ha descritto l’attuale andamento della guerra in Ucraina, definendo possibili scenari futuri. Inoltre, ritiene che le esercitazioni della NATO ai confini Est dell’Alleanza siano “uno dei più gravi errori compiuti dalla NATO stessa, che ha insistito in questi comportamenti nonostante si siano levate non poche voci critiche, diventando uno stimolo non da poco per causare poi quello che abbiamo il 24 febbraio”.

Quindi ha aggiunto: “Per questo, io ero e rimango perplesso e contrario rispetto a queste esercitazioni che soprattutto ora non servono a granché”.

Dopo la richiesta di adesione alla NATO da parte di Svezia e Finlandia, Putin è pronto a mettere in atto nuove azioni? “Questo è un altro dito nell’occhio di Putin, che forse non era il caso di fare. Se il nostro obiettivo è quello almeno di una tregua, perché dal mio punto di vista la pace è impensabile, e di un negoziato, questi sono comportamenti che vanno in senso esattamente contrario. Io credo che ormai sia cosa fatta quella dell’ingresso di Finlandia e Svezia, ma è un errore non da poco“, è il commento di Tricarico.

Ipotizzando le possibili mosse future da parte del presidente russo, ha dichiarato: Putin ha uno strumento militare ormai debilitato e non so cosa potrebbe fare di più forte di quello che sta facendo da due mesi e mezzo. Quindi non vedo come possa rappresentare una minaccia se non andando in altri ambiti, come quello delle armi di distruzione di massa o dell’ambito cibernetico, che è stato scarsamente utilizzato finora. I russi da questo punto di vista sono molto agguerriti, potendo contare anche su tanti gruppi criminali da assoldare e con cui fare una guerra di questo tipo”.

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