Guerra dei dazi, Alibaba: no al milione di posti negli USA
Guerra dei dazi, Alibaba: no al milione di posti negli USA
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Guerra dei dazi, Alibaba: no al milione di posti negli USA

Alibaba

Jack Ma, il fondatore di Alibaba, annuncia che non manterrà la promessa fatta a Donald Trump a causa dei dazi imposti alla Cina.

Il fondatore di Alibaba annuncia che non manterrà la promessa di creare un milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti. L’accordo era stato stretto con Donald Trump prima del suo insediamento ufficiale alla Casa Bianca. Jack Ma afferma però che l’intesa è stata messa “in crisi dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino”.

Alibaba contro Trump

Promettere “un milione di posti di lavoro” sembra ormai un mantra internazionale, ma il risultato a quanto pare è sempre lo stesso. Jack Ma, il fondatore di Alibaba, aveva infatti assicurato a Donald Trump l’apertura negli Stati Uniti di una filiale del suo gigante dell’e-commerce, che avrebbe portato appunto alla creazione di un milione di posti di lavoro.

Il progetto però non andrà in porto. Ad annunciarlo lo stesso Jack Ma, ed il motivo non è così difficile da immaginare. L’accordo “è stato messo in crisi dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino” spiega l’imprenditore cinese.

“La situazione non è buona e questo clima durerà a lungo” anticipa infatti, ipotizzando una guerra fredda dei dazi lunga 20 anni.

“Lo stato attuale delle cose ha già distrutto la premessa su cui era stata fatta la promessa” spiega all’agenzia di stampa Xinhua. Il miliardario cinese infatti aveva raggiunto un’intesa con il tycoon lo scorso anno (prima che si insediasse alla Casa Bianca), sulla base però di una crescita e una cooperazione economica amichevole tra Stati Uniti e Cina. “Non c’è modo di mantenere la promessa ma non fermeremo il nostro duro lavoro per promuovere il sano sviluppo del commercio Cina-USA” assicura Jack Ma.

Il fondatore di Alibaba quindi sottolinea: “Il commercio non è un’arma e non dovrebbe essere usato per cominciare le guerre, ma dovrebbe essere un fattore chiave per la pace”.

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