Guerra dei narcos: trovati 300 cadaveri in due camion
Guerra dei narcos: trovati 300 cadaveri in due camion
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Guerra dei narcos: trovati 300 cadaveri in due camion

cadaveri Messico

Scoperti in Messico due camion frigoriferi pieni di cadaveri. A stiparli lì dentro non i narcos ma l'Istituto di medicina legale.

Orrore in Messico, dove sono stati trovati 300 cadaveri all’interno di due camion frigorifero. La macabra scoperta è avvenuta nella città di Tlajomulco de Zuniga, cittadina a sud di Guadalajara, il capoluogo dello Stato di Jalisco. Gli abitanti infatti hanno avvertito le forze dell’ordine dopo che dai due tir è cominciata a fuoriuscire una puzza nauseabonda. Nessuno però poteva immaginare che all’interno delle celle frigorifere invece che carne da macello dimenticata ci fossero i corpi di centinaia di uomini.

Cadaveri abbandonati

I cadaveri sono stati rinvenuti tutti all’interno di sacchi della spazzatura, ammassati uno sopra l’altro fino ad occupare quasi interamente il vano rimorchio. Ad abbandonarli nei camion però non gli autori dei delitti ma le autorità statali. I corpi di queste 300 persone infatti sono parte delle vittime della guerra dei narcos che sta insanguinando il Messico. Nei primi sette mesi del 2018 sono oltre 1.200 gli omicidi registrati solo a Jalisco.

Troppi corpi per essere tutti conservati negli obitori. L’istituto di Medicina Legale dello Stato che si affaccia sull’Oceano Pacifico ha quindi preso la decisione di stipare i cadaveri in eccesso dentro dei camion frigoriferi.

Per evitare che i corpi vadano in decomposizione, però, le temperature delle celle devono rimanere sempre bassissime. Sembra invece che gli autisti dei due “camion della morte”, come sono stati ribattezzati dai media spagnoli, abbiano vagato per settimane per trovare un luogo adatto dove lasciare parcheggiati i mezzi. Alla fine hanno optato per un luogo mezzo abbandonato a Tlajomulco, ma dopo appena 12 ore i residenti hanno lanciato l’allarme a causa dell puzza insopportabile.

Avviata un’indagine

Il direttore dell’istituto forense Luis Octavio Cotero è stato il primo ad essere licenziato per quanto accaduto. “Vogliamo esprimere il nostro sdegno per il trattamento inumano dei corpi senza vita trasportati in un rimorchio da un comune all’altro dell’area metropolitana di Guadalajara” dichiara la Commissione nazionale per i diritti umani.

“Chiediamo – si legge in una nota – alle autorità competenti un’indagine esaustiva dei fatti in modo che i responsabili siano consegnati alla giustizia e ricevano la sanzione che corrisponde alla legge”. Il governatore dello Stato, Aristóteles Sandoval, ha disposto il ritorno dei cadaveri nell’obitorio di Guadalajara chiarendo che “devono avere un trattamento degno e rispettoso”.

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