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Guerra in Ucraina, Cremlino: “Strage di Bucha è una mostruosa messinscena. Difficili i negoziati con Kiev”

I negoziati tra Russia e Ucraina sarebbero a rischio: così emerge dalle ultime dichiarazioni dal portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov.

Cremlino strage Bucha

La strage di Bucha ha inorridito e sconvolto il mondo intero, che si stringe al dolore dell’Ucraina. Mosca nega quanto denunciato da Kiev: “Nessun corpo in strada dopo l’annuncio del ritiro”. Il presidente ucraino Zelensky parla di “genocidio” e fa sapere: “Avanti con i negoziati nonostante le atrocità”.

I colloqui tra Russia e Ucraina, tuttavia, sembrano farsi sempre più difficili: a dirlo ai media russi è il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, il quale continua a negare pubblicamente gli orrori di Bucha.

Guerra in Ucraina, il Cremlino nega la strage di Bucha

Il portavoce del Cremlino ha definito la strage di Bucha “una mostruosa messinscena, le cui responsabilità devono essere chiarite mediante un’indagine obiettiva e indipendente. Le sue parole fanno eco a quelle del ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, per il quale i fatti di Bucha rappresentano una “fake news” e ha dichiarato: “Il processo di de-escalation sul territorio ucraino dopo i colloqui tra Kiev e Mosca a Istanbul è stata un gesto di buona volontà da parte della Russia”.

Per Mosca quindi, l’Ucraina avrebbe tentato di sabotare “le promettenti trattative” di pace, con il rischio di “interrompere i negoziati”.

Peskov, inoltre, ha spiegato: I negoziati tra Mosca e Kiev stanno proseguendo, ma tutto si è rivelato più difficile rispetto a quanto sperato. Quindi ha precisato: “I lavori procedono, ma vorremmo vedere maggiori progressi da parte dell’Ucraina.

C’è ancora tanta strada da fare“.

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