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Guerra in Ucraina, Djokovic scrive un messaggio di solidarietà a Stakhovsky: “Ti sto pensando”

"Dimmi di cosa hai bisogno", sono queste le toccanti parole che il tennista serbo Djokovic ha scritto al collega Stakohvsky.

Guerra Ucraina Djokovic Stakhovsky

Lo scoppio della guerra in Ucraina ha cambiato la vita di molti cittadini. Una di queste è quella del tennista 36enne Sergiy Stakhovsky, noto atleta ucraino che si è da poco ritirato dopo una carriera davvero degna di nota. Il 36enne, nonostante allo scoppio della guerra si trovasse lontano dal Paese, ha scelto di combattere e di mettersi a disposizione della nazione.

Tra le persone che gli hanno mostrato solidarietà si è unito anche il collega Djokovic. Il tennista serbo, attraverso un messaggio inviato su WhatsApp e condiviso dallo stesso Stakhovsky, si è offerto di dargli supporto, anche economico se fosse necessario.

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Un post condiviso da Sergiy Stakhovsky/Стаховський (@stako_s)

Guerra in Ucraina, Djokovic offre tutto il suo aiuto a Stakhovsky

Il messaggio inviato da Djokovic a Stakovsky ha dimostrato come l’unione e la solidarietà siano in grado di superare qualsiasi barriera. Poche e semplici parole quelle che i due si sono scambiati e che, in questa particolare fase vogliono dire molto: “Stako, come stai? Sei sul campo di battaglia? Ti sto pensando, spero che tutto si calmi al più presto.

Per favore, fammi sapere quale sarebbe l’indirizzo migliore per inviare aiuto… aiuto finanziario, anche qualsiasi altro aiuto”.

La risposta del tennista ucraino non si è fatta attendere: “Grazie mille Nole, sì sono sul campo, Kiev è piuttosto silenziosa”. In accompagnamento all’immagine del post di Instagram ha poi scritto: “Grazie per tutto il supporto, l’Ucraina ne è grata”.

“La Russia vuole portare disperazione e povertà”

In un suo precedente intervento, Stakhovsky sentito dalla CNN, aveva raccontato: “Sono nato qui, i miei nonni sono sepolti qui, vorrei avere una storia da raccontare ai miei figli.

Nessuno qui vuole essere liberato dalla Russia, abbiamo libertà e democrazia. La Russia vuole portare disperazione e povertà”.

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