×

Guerra in Ucraina, il comandante del battaglione Azov: “Zelensky ci ha abbandonato”

Il comandante del battaglione Azov parla dall'acciaieria Azovstal, uno dei principali teatri di scontri della guerra in Ucraina.

Acciaieria Azovstal

Il battaglione Azov, attraverso il suo comandante, chiede aiuto e accusa i politici ucraini. Chiusi da giorni nell’acciaieria Azovstal, sotto i bombardamenti dell’esercito russo, i membri del battaglione e molti civili stanno provando a resistere con tutte le proprie forze.

Guerra in Ucraina, parla il comandante del battaglione Azov

A parlare in conferenza stampa è Denis ‘Radis’ Prokopenko, il quale ha detto che i suoi non si arrenderanno mai perchè la loro unica priorità è difendere l’Ucraina dagli invasori russi. Scappare, per loro, sarebbe da codardi. Intanto, Prokopenko ha lanciato un allarme: “Ci sono molti militari feriti da evacuare“. Il comandante ha continuato la frase dicendo che “nell’acciaieria c’erano circa 2mila persone, non abbiamo conferme che tutti i civili siano stati evacuati“.

La Russia non si fermerà: l’Europa avrebbe dovuto fare di più

Denis Prokopenko ha il timore che la Russia possa andare oltre l’Ucraina ed attaccare anche i Paesi Baltici o addirittura la Polonia. Il battaglione Azov, stanno alla visione del suo comandante, sta lottando per difendere il mondo libero. Per quanto riguarda l’Europa, Prokopenko ha le idee chiare e, come riporta La Stampa, ha dichiarato: “La società europea avrebbe dovuto reagire diversamente, adesso tutti lo stanno capendo, e siamo grati degli aiuti che stiamo ricevendo ma lo dico chiaramente: le sanzioni non sono efficaci, e gli aiuti militari non bastano.

Ne servono altri: armi, munizioni, addestramenti, aiuti a livello logistico. Ci serve l’aiuto di tutti i governi europei“.

La critica ai politici e la richiesta al governo

Nel metaforico “mirino” del battaglione Azov ci finiscono anche i politici ucraini a proposito dei rifornimenti bellici. Prokopenko ha dichiarato: “I nostri contatti con il mondo esterno sono interrotti. Noi stiamo provando a vivere, ma siamo consapevoli di poter morire in qualunque momento.

Ci sentiamo abbondanati e al contempo sostenuti dalla comunità internazionale: abbandonati da certi politici, sostenuti dalla stampa che segue il massacro della Russia in Ucraina”. Infine, il comandante del battaglione fa una sola richiesta al suo governo: “Dimostrare agli altri che si possono fare anche le cose che sembrano impossibili come è stato fatto finora“. 

Contents.media
Ultima ora