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Guerra in Ucraina, Medvedev: “Russia a rischio attacco della NATO”. Kiev: “Missili su ospedale di Mariupol”

Guerra in Ucraina: l’ex premier russo Medvedev ha denunciato un possibile attacco della NATO contro la Russia. Continuano i bombardamenti a Mariupol.

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Guerra in Ucraina: l’ex premier russo Medvedev ha denunciato un possibile attacco della NATO contro la Russia. Il Governo di Kiev, invece, ha segnalato un raid missilistico attuato dai russi contro un ospedale di Mariupol, situato in prossimità dell’acciaieria Azovstal.

Guerra in Ucraina, Medvedev: “Russia a rischio attacco della NATO”

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito ai futuri sviluppi della guerra in Ucraina durante una riunione del Presidium del Consiglio per la scienza e l’istruzione. Secondo quanto riferito dalla Tass, infatti, l’ex premier russo ha annunciato che il Paese deve essere pronto ad affrontare possibili azioni aggressive promosse dalla NATO ai danni di Mosca.

In particolare, Medvedev ha dichiarato: “Stiamo parlando principalmente di un tentativo di espandere la presenza della NATO vicino ai nostri confini. E questa non è più una figura retorica oggi, questo non è un insieme di minacce standard. Dobbiamo essere preparati per quelle azioni aggressive che potrebbero accadere”.

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, poi, ha aggiunto che è fondamentale per la Russia costruire un sistema che permetta di fornire al Paese armi più efficaci e moderne, precisando: “L’espansione della NATO richiede attrezzature affidabili, ad alta tecnologia e potenti, sia militari che a duplice uso.

È necessario usare sviluppi innovativi e ricerca avanzata per contrastare le minacce più gravi che la Russia deve affrontare”.

Kiev: “Missili su ospedale di Mariupol vicino all’acciaieria Azovstal”

In relazione alla seconda fase della guerra in Ucraina avviata nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 aprile, è stato segnalato che le truppe russe avrebbero bombardato un ospedale situato nei pressi dell’acciaieria Azovstal, a Mariupol. Presso l’acciaieria, sono rifugiate le ultime forze della resistenza ucraina, incluso il battaglione nazionalista Azov, e numerosi civili tra cui donne, bambini e anziani.

La notizia del raid missilistico contro l’ospedale di Mariupol è stata comunicata da un parlamentare di Kiev, Sergiy Taruta, su Telegram. In particolare, il politico ucraino ha affermato: “Stando alle mie informazioni lì sotto le macerie ci sono 300 persone tra cui anche bambini. Nella parte ancora integra dell’ospedale si nascondevano i difensori e i civili con bambini perché nella città distrutta non c’è più posto dove nascondersi“.

Poco prima della diffusione dell’informazione legata al bombardamento, sui canali social del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU), era stato riferito quanto segue: “Gli occupanti vogliono radere al suolo lo stabilimento Azovstal a Mariupol, dove i nostri combattenti si stanno difendendo, e continuare a bombardare la città. Gli occupanti non si lasciano scoraggiare nemmeno dal fatto che i civili si siano rifugiati nell’impianto“.

Sull’acciaieria Azovstal, in considerazione di quanto riportato da Radio Svaboda, è intervenuto il vicecomandante del battaglione Azov, Sviatoslav Palamar, che ha rivelato: “Lo stabilimento dell’acciaieria di Mariupol Azovstal è praticamente distrutto. Sull’acciaieria sganciano delle pesanti bombe e sotto le macerie ci sono tante persone”.

Ministero della Difesa russo sulla seconda fase della guerra in Ucraina: nuovo ultimatum alle forze della resistenza a Mariupol

Intanto, nel pomeriggio di martedì 19 aprile, ai “nazionalisti” ucraini presenti nell’acciaieria di Mariupol, i Ministero della Difesa russo ha nuovamente rivolto l’invito ad arrendersi per “avere salva la vita”: “A tutti coloro che depongono le armi sarà garantita la vita. Sollecitiamo le truppe ucraine a ritirarsi dall’acciaieria tra le 14 e le 16 ora di Mosca, senza eccezioni, senza armi e senza munizioni”.

Il Cremlino, poi, ha annunciato l’apertura di tre corridoi umanitari nella giornata di martedì 19 aprile al fine di consentire ai civili di evacuare l’acciaieria.

A questo proposito, il Ministero della Difesa di Mosca ha diramato una nota ufficiale tramite il suo sito Internet, asserendo che la “decisione è stata adottata davanti alla situazione catastrofica nell’acciaieria e seguendo principi puramente umanitari“. Il Ministero, poi, ha aggiunto che “ognuno dei convogli sarà formato da 30 autobus e veicoli e dieci ambulanze” e ha esortato il Governo di Kiev a “dimostrare prudenza e di dare le istruzioni opportune ai miliziani perché mettano fine alla resistenza”.

Biden: “Gli Stati Uniti invieranno nuove armi a Kiev”

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, ha risposto ai giornalisti che lo aspettavano a Portsmouth, nel New Hampshire, affermando di aver intenzione di inviare più armi a Kiev. L’inquilino della Casa Bianca, tuttavia, non ha aggiunto ulteriori dettagli.

Nel frattempo, in considerazione di quanto riferito dalla CNN, nel fine settimana, l’Ucraina ha ricevuto il primo pacchetto di armi inviate da Washington che include armamenti pesanti. In particolare, del nuovo pacchetto da 800 milioni di dollari di aiuti militari inviati a Kiev, fanno parte 11 elicotteri Mi-17, 300 droni Switchblade e 18 cannoni Howitzer da 155 millimetri.

Guerra in Ucraina, von der Leyen: “Leader mondiali saldamente uniti nel sostegno a Kiev”

Sulla guerra in Ucraina, è recentemente intervenuta anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. La presidente, al termine di una videoconferenza richiesta dal presidente americano Joe Biden, ha comunicato tramite i suoi canali social: “I leader mondiali sono saldamente uniti nel sostegno all’Ucraina. Stringeremo ulteriormente le nostre sanzioni contro la Russia e aumenteremo il nostro sostegno finanziario e di sicurezza a Kiev. Grazie presidente per aver tenuto questa importante call”.

Inoltre, von der Leyen ha spiegato di aver avuto anche un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskydurante il quale si sono confrontati su “come aumentare ulteriormente il nostro sostegno all’Ucraina”. A questo proposito, la presidente della Commissione europea ha concluso: “Abbiamo discusso l’assistenza finanziaria e di sicurezza nonché la risposta di Kiev al questionario sull’adesione all’UE. La Commissione è pronta ad aiutare, l’Ucraina appartiene alla nostra famiglia europea”.

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