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Guerra in Ucraina, Biden: “Rilasceremo dalle riserve strategiche 1 milione di barili di petrolio al giorno”

Guerra in Ucraina: il presidente americano Joe Biden ha annunciato il rilascio dalle riserve strategiche di un milione di barili di petrolio al giorno.

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Guerra in Ucraina: il Segretario Generale della NATO, John Stoltenberg, ha riferito che le truppe russe si stanno riorganizzando per lanciare una grande offensiva nella regione del Donbass.

Guerra in Ucraina, NATO: “Riorganizzazione delle truppe russe per una grande offensiva nel Donbass”

In merito alla guerra in Ucraina, nel pomeriggio di giovedì 31 marzo, il Segretario Generale della NATO, John Stoltenberg, ha comunicato che Mosca sta riorganizzando le truppe al fine di lanciare una potente offensiva nel Donbass. Per questo motivo, così come segnalato nella zona di Chernobyl, i militari russi si starebbero ritirando per ricompattarsi.

A Kiev, invece, il vicecapo di stato maggiore dell’esercito ucraino, Oleksandr Hruzevych, ha dichiarato che la Russia ha “quasi esaurito” la sua capacità offensiva nei pressi della capitale.

Hruzevych, in particolare, ha asserito: “Il nemico ha quasi esaurito il suo potenziale offensivo ma le forze che rimangono intorno a Kiev non sono piccole”.

Il vicecapo di stato maggiore dell’esercito ucraino ha anche palesato la propria convinzione secondo la quale il Cremlino abbia intenzione di modificare la propria strategia bellica, limitando gli contri diretti e puntando sugli attacchi a lunga distanza.

Russia, Lavrov: “Future azioni ostili UE ripagate con dura risposta”

Il Ministero degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato dall’agenzia Tass, ha riferito che Mosca reagirà con durezza se l’Occidente vesserà la Russia con ulteriori sanzioni.

Nello specifico, è stato dichiarato: “Confermiamo che qualsiasi azione ostile da parte dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri incontrerà inevitabilmente una dura risposta”.

A seguito delle sanzioni contro Mosca, poi, il Cremlino ha deciso di vietare l’ingresso ai leader europei in Russia, secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri.

Intanto, in Russia, l’Autorità delle comunicazioni russe Roskomnadzor ha il compito di bloccare i siti che trasmettono “informazioni false”. A riferirlo, è stato il vicecapo del Dipartimento di controllo e supervisione nel campo delle comunicazioni elettroniche di Roskomnadzor, Yuri Kiselev. A questo proposito, il vicecapo ha affermato: “Oltre al blocco, c’è anche la responsabilità per il proprietario del sito che non ha risposto ai requisiti per la rimozione di informazioni inesatte. La responsabilità amministrativa prevede multe elevate: fino a 4 milioni di rubli per persona giuridica”

78.021 profughi scappati dalla guerra in Ucraina rifugiati in Italia

In Italia, sino alla giornata di giovedì 31 marzo, sono arrivati 78.021 profughi scappati dalla guerra in Ucraina. Di questi, come spiegato dal Viminale, 40.204 sono donne, 30.158 sono minori e 7.659 sono uomini.

Rispetto alla giornata di mercoledì 30 marzo, quindi, l’Italia ha accolto altri 1.174 profughi ucraini. I rifugiati sono stati indirizzati principalmente verso le città di Milano, Roma, Bologna e Napoli.

Putin firma decreto: “Pagamento in rubli o contratti delle forniture di gas interrotti”

Nel tardo pomeriggio di giovedì 31 marzo, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che regola il commercio con i cosiddetti “Paesi ostili”. Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal mese di aprile.

In seguito alla firma del documento, il leader del Cremlino ha esortato gli Stati occidentali a procedere all’apertura di conti nelle banche della Federazione Russa per procedere al pagamento in rubli del gas russo.

L’iniziativa di Putin è stata commentata dal cancelliere tedesco Olaf Scholz che ha dichiarato: “Pagheremo in euro”.

Intanto, sia la Germania che la Francia si stanno organizzando per procedere al taglio delle forniture di gas importate dalla Russia.

Guerra in Ucraina, Biden: “Sono scettico sul ritiro delle truppe russe. Non ci sono prove stia accadendo”

In merito all’andamento e alle conseguenze della guerra in Ucraina, è intervenuto il presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden. Il presidente americano si è scagliato contro le compagnie petrolifere nazionali, denunciando il modo in cui si stanno arricchendo sfruttando il conflitto russo-ucraino scatenato da Putin.

A questo proposito, ha asserito con disapprovazione: “Alcune società stanno aumentando la produzione, ma ad altre piace l’aumento dei prezzi – e ha ricordato –. Lo scorso anno le major del settore hanno generato 80 miliardi di dollari di profitti”.

Sul ritiro delle truppe russe, invece, Joe Biden ha ammesso: “Sono scettico sul fatto che le truppe russe si stiano ritirando, non abbiamo nessuna prova che questo stia accadendo“.

Infine, sulla drammatica questione della crisi energetica internazionale causata dalla frattura emersa nei rapporti tra Russia e Occidente, il presidente americano ha ribadito: “Non permetteremo a Putin di usare le risorse energetiche della Russia come un’arma“.

Nel suo discorso alla Nazione, poi, Biden ha annunciato una misura di importanza storica, affermando: “Rilasceremo dalle riserve strategiche 1 milione di barili di petrolio al giorno – e ha ammesso –. So quanto faccia male, le famiglie pagano il costo della guerra di Putin“.

Negli Stati Uniti, nel corso del mese di marzo, il prezzo della benzina è aumentato di un dollaro.

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