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Guerra in Ucraina, Pentagono: “Russia sta inviando rinforzi nel Donbass”

Guerra in Ucraina: un alto funzionario del Pentagono ha riferito che la Russia sta inviando rifornimenti e rinforzi nel Donbass.

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Guerra in Ucraina: un alto funzionario del Pentagono ha riferito che la Russia sta inviando rifornimenti e rinforzi nel Donbass per rimpinguare le proprie truppe.

Guerra in Ucraina, Pentagono: “Russia sta inviando rinforzi nel Donbass”

Nel pomeriggio di lunedì 11 aprile, un alto funzionario del Pentagono ha annunciato che il Cremlino sta tentando di inviare rinforzi e rifornimenti alle truppe russe e alle forze separatiste che si trovano nel Donbass.

A sostegno di una simile tesi, l’alto funzionario ha fatto riferimento alla lunga fila di mezzi incolonnati che, da nord, stanno puntando verso Izyum.

Nonostante la segnalazione, le fonti del Pentagono non interpretano il convoglio come il segnale di una “nuova offensiva” nel Donbass ma hanno asserito che Mosca stia “lavorando per rafforzare le proprie capacità militari.

L’analisi condotta dal quartier generale del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America è stata condivisa da The Guardian.

Il quotidiano, infatti, ha citato un altro ufficiale occidentale secondo il quale la Russia avrebbe intenzione di “raddoppiare se non triplicare” il numero di truppe attualmente di stanza nel Donbass. L’alto ufficiale, tuttavia, ha sottolineato che, prima che Mosca possa raggiungere un simile obiettivo, tuttavia, sarà necessaria “una considerevole quantità di tempo” poiché “i russi in questa invasione non si sono mostrati molto efficaci nello sfruttare la superiorità numerica”.

Mariupol: “La difesa della città continua”

In relazione alla guerra in Ucraina, intanto, le ostilità proseguono a ritmo serrato nel Donbass. A Mariupol, il sindaco Vadym Boychenko ha riferito all’Associated Press che, a partire dall’inizio dell’invasione russa, nella città portuale che è stata brutalmente assediata dalle truppe inviate da Mosca sono morti oltre 10.000 civili.

Contattato telefonicamente dall’Associated Press, il sindaco ha dichiarato che i cadaveri hanno “tappezzato le strade delle città”. Boychenko ha anche raccontato che i russi sono muniti di forni crematori mobili, impiegati per far svanire nel nulla i cadaveri.

inoltre, il primo cittadino di Mariupol ha accusato le forze nemiche di impedire ai convogli umanitari di entrare nella cittadina portuale in modo tale da mascherare la strage che stanno compiendo.

Il vicesindaco di Mariupol, Serhiy Orlov, invece, ha riferito alla BBC che le forze ucraine stanno resistendo all’offensiva russa. La notizia è stata diffusa da fonti dell’amministrazione comunale dopo che i separatisti filorussi guidati dal capo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, hanno annunciato di aver preso il controllo del porto.

In particolare, il vicesindaco Orlov ha dichiarato: “La battaglia per Mariupol continua”.

La medesima posizione è stata espressa anche dal comandante delle forze armate ucraine, Valery Zaluzhny, dopo l’annuncio dei separatisti che hanno rivendicato il “totale controllo” del porto di Mariupol. Il comandante, citato da Ukrainska Pravda ha dichiarato: “La difesa di Mariupol continua. Il collegamento con le unità delle forze di difesa che difendono eroicamente la città è stabile e viene mantenuto – e ha aggiunto –. Sottolineo che lo svolgimento delle operazioni di difesa non è un argomento di discussione pubblica. Stiamo facendo il possibile e l’impossibile per vincere e salvare la vita del personale e dei civili”.

Confronto Nehammer-Putin sulla guerra in Ucraina

Nella giornata di lunedì 11 aprile, il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin. In seguito al confronto tra i due leader, il cancelliere austriaco ha ammesso di non essere ottimista in relazione all’offensiva russa nella parte orientale dell’Ucraina in cui il Cremlino si sta preparando a sferrare “un attacco brutale e massiccio”.

Al termine del colloquio, inoltre, Nehammer ha dichiarato in conferenza stampa: “Il presidente russo Vladimir Putin ha ancora fiducia nel processo di Istanbul, negli sforzi diplomatici e nei colloqui in Turchia. Il processo di Istanbul è attualmente l’unico formato possibile per un confronto tra russi e ucraini“.

Il cancelliere, poi, ha sottolineato che “Putin diffida della comunità internazionale e del diritto internazionale”, ribadendone invece l’importanza. Inoltre, Nehammer ha riferito che il leader del Cremlino ha insistito sul fatto che il responsabile del massacro di Bucha sia il Governo di Kiev.

In seguito all’incontro, il cancelliere austriaco ha contattato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, informandola “dell’importanza di un confronto diretto” con il presidente russo.

Infine, Nehammer ha ribadito che l’Austria, in qualità di Paese neutrale, condannerà i crimini di guerra commessi in Ucraina e sosterrà la giustizia internazionale.

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