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Guerra in Ucraina, quali sono le aziende che hanno scelto di restare in Russia

Se da un lato la lista delle aziende che ha sospeso le attività in Russia è lunga, dall'altro sono diverse quelle che sono rimaste. Vediamo quali.

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Nei giorni scorsi si era molto parlato della scelta di numerose imprese di lasciare la Russia come importante presa di posizione contro il conflitto scoppiato in Ucraina. Eppure sono diverse le imprese che, per un motivo o per un altro hanno continuato ad operare a Mosca.

Tra questi si segnala Burger King o ancora Miele. Vediamo dunque le principali. 

Guerra in Ucraina, quali sono le aziende rimaste in Russia

Iniziamo dal principio parlando di uno dei nomi probabilmente più blasonati ossia Burger King che, al contrario di McDonald’s continua a restare aperta. Chiude solo parzialmente PepsiCo. Se è vero che Pepsi ha bloccato le attività, non lo è stato per altri rami della compagnia che operano in settori “di necessità” come ad esempio gli alimenti per l’infanzia.

Parlando invece del settore farmaceutico vale la pena segnalare Pfizer e Bayer. Va tuttavia precisato che quest’ultima, rende noto “The Good Lobby” avrebbe fornito un importante sostegno economico all’Ucraina. Discorso analogo va fatto anche per Ferrero. La testata “La voce di Alba” ha precisato che quest’ultima starebbe aiutando i dipendenti dislocati in Ucraina a raggiungere le zone di sicurezza. 

Huawei e Lenovo restano al loro posto 

Guardando al ramo Hi-Tech va fatto presente che colossi cinesi come Alibaba e Huawei non si sono spostati dalla Russia. Anche la giapponese Uniqlo ha recentemente fatto sapere che avrebbe continuato a operare. 

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