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Guerra in Ucraina, sosia di Zelensky fugge dal Paese aiutato dal sosia di Putin

Il sosia di Zelensky è riuscito a scappare dal Paese con l'aiuto di due personaggi particolare, il sosia di Putin e il sosia di Kim Jong Un.

Sosia Putin Zelensky

Dal 12 marzo Umid Isabaev, sosia di Zelensky, è in salvo in Polonia. La sua fuga è stata possibile grazie all’aiuto del sosia di Putin e del sosia di Kim Jong Un

Guerra in Ucraina, sosia di Zelensky fugge dal Paese aiutato dal sosia di Putin

Volodymyr Zelensky ha sempre dichiarato di essere “l’obiettivo numero uno del nemico“. Mentre il vero presidente Ucraino scendeva in strada armato e con giubbotto antiproiettile, il suo sosia, famoso per l’incredibile somiglianza, temeva per la propria vita e si rifugiava nei bunker di Kiev. Umid Isabaev, attore di 41 anni, aveva paura. Non è il massimo essere identico all’uomo che guida la resistenza di un Paese che è stato invaso.

Come raccontato dal Washington Post, però, in suo aiuto sono arrivati due personaggi insoliti, ovvero il sosia del presidente russo Vladimir Putin e del leader nordcoreano Kim Jong Un. Quest’ultimo, che non vuole divulgare i suoi dati sensibili, ha raccontato questa storia dal luogo segreto in cui si è nascosto. L’uomo seguiva la situazione in Ucraina e pensava alla situazione pericolosa in cui era il suo collega ucraino. I due non si conoscono, ma hanno lavorato allo stesso documentario sui sosia dei politici.

Il sosia di Kim Jong Un ha deciso di mandare un messaggio al sosia di Zelensky, offendosi per pagargli i viaggi per scappare dall’Ucraina. Per farlo ha chiesto l’aiuto anche di Slawomir, sosia di Putin

Il supporto del sosia di Putin

Anche se fingo di essere lui, non lo ammiro” ha scritto Slawomir sui social, dopo l’invasione russa in Ucraina. Dalla sua casa in Polonia, è rimasto in costante comunicazione con il sosia di Zelensky durante la sua fuga.

Quest’ultimo ha raccontato che mentre si trovava ancora a Kiev riceveva proposte di aiuto sia dalla Russia che dall’Ucraina, ma non sapeva di chi fidarsi. Il viaggio verso la Polonia è durato una settimana, ha passato diversi posti di blocco prima di arrivare in salvo, il 12 marzo. Il sosia di Zelensky ha ricevuto molte minacce, ma una volta in Polonia è stato accolto da un’auto inviata dal sosia di Kim Jong Un, che gli ha pagato anche l’alloggio in hotel. Isabaev e Slawomir si sono incontrati e sono entrati in un bar per bere una birra insieme e parlare della guerra. I selfie che si sono scattati hanno conquistato tutti. “Ci vediamo quasi ogni giorno. Siamo amici” ha spiegato il sosia di Putin. 

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