×

Guerra Russia-Ucraina: cosa succede se viene lanciato un missile sull’Europa

La guerra scoppiata tra Russia e Ucraina ha un rischio importante, ovvero l'estensione del conflitto. Cosa succede se viene lanciato un missile in Europa

Ucraina

La guerra scoppiata tra Russia e Ucraina ha un rischio importante, ovvero l’estensione del conflitto. Cosa potrebbe accadere se vienisse lanciato un missile in Europa? Ecco come funziona lo scudo missilistico europeo.

Guerra Russia-Ucraina: cosa succede se viene lanciato un missile sull’Europa

Uno dei grandi rischi della terribile guerra in Ucraina è l’estensione del conflitto, con il possibile coinvolgimento dei Paesi della NATO. Coinvolgimento che potrebbe portare alla terza guerra mondiale, con l’eventuale ricorso alle armi atomiche. Per il momento non ci sono segnali che possano far pensare ad uno scenario del genere, anche se Putin ha messo in stato di allerta il sistema di deterrenza nuclerare. Ma cosa potrebbe accadere se un missile nucleare dovesse essere lanciato sull’Europa? Da anni si parla di uno scudo antimissile, un sistema basato su vari dispositivi in grado di intercettare i missili, potenzialmente armati anche con testate nucleari.

Uno scudo del genere è operativo negli Stati Uniti, grazie ad una combinazione tra più sistemi integrati, tra cui l’Aegis montato su unità navali, il Ground-Based Midcourse Defense (GMD) per intercettare testate dallo spazio e il Terminal High Altitude Area Defens (THAAD) contro missili balistici a medio e corto raggio. Parte di questi sistemi si estende anche in Europa, con il nome di European Phased Adaptive Approach (EPAA), formato da un insieme di installazioni locali. 

Lo scudo antimissile europeo

L’Ue ha discusso molte volte dello scudo antimissile europeo, ma la sua realizzazione completa ha implicazioni politiche e strategiche importanti. Un sistema del genere è in grado di intaccare gli equilibri tra le potenze mondiali. Come indicato dalla NATO in un comunicato, la proliferazione dei missili balistici è una minaccia per la sicurezza dei Paesi che ne fanno parte, per cui la Difesa Missilistica Balistica “è una delle missioni permanenti della NATO e fa parte della risposta dell’Alleanza a questa minaccia“.

Questo sistema è necessario per proteggere le popolazioni e i territori dei Paesi alleati, tra cui l’Italia. “Il BMD della NATO è strettamente difensivo e contribuisce al compito principale della NATO, la difesa collettiva. Le capacità del BMD sono una parte essenziale del mix strategico della NATO, insieme alle forze convenzionali e alla deterrenza nucleare” è stato scritto nel comunicato. 

Per quanto riguarda l’estensione statunitense EPAA, il cui centro di comando è a Ramstein in Germania, ci sono un radar  BMD a Kürecik in Turchia; un sito Aegis Ashore in Romania presso la base aerea di Deveselu e un altro Aegis Ashore in costruzione presso la base militare di Redzikowo in Polonia. In Spagna ci sono quattro navi con sistema Aegis antimissile presso la base navale di Rota. Altre due verranno aggiunte. Il sistema Aegis, il cui nome vuol dire “scudo”, è installato su cacciatorpedinieri di classe Arleigh Burke e incrociatori di classe Ticonderoga. Ogni Aegis si basa su sottosistemi capaci di intercettare e distruggere missili balistici nemici.

Altri sistemi di difesa

A questa rete si aggiungono altri sistemi di difesa BMD basati su missili Patriot, SAMP/T, Aster installati sulle navi e altro. Non è una copertura completa, mancano i radar, fondamentali per intercettare i bersagli. Oltre a quella in Turchia ce n’è solo un’altra nel Regno Unito. Se questi sistemi sono in grado di colpire uno o più missili lanciati contro l’Europa, come spiegato dal fisico Marco Casolino su Fanpage.it, sarebbe impossibile intercettarli tutti. Ne possono essere lanciati tantissimi insieme e ogni missile può portare più testate, che si separano per colpire più bersagli. Casolino, per fare un esempio, ha spiegato che la bomba Zar da 50 megatoni, la più potente fatta esplodere durante un test nucleare, se dovesse essere lanciata al centro di Roma distruggerebbe un’area compresa tra Civitavecchia e Latina. 

Contents.media
Ultima ora