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Guerra Russia Ucraina, il presidente ucraino Zelensky: “L’attacco avverrà il 16 febbraio”

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, avrebbe appresso che la Russia attaccherà la Nazione nella giornata di mercoledì 16 febbraio.

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Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, avrebbe appreso che la Russia attaccherà la Nazione il prossimo mercoledì 16 febbraio. La notizia è stata riferita dalla CNN.

USA, ambasciata americana in Ucraina trasferita a Leopoli: “Tutto il personale verrà ritirato da Kiev entro 48 ore”

Nella serata di lunedì 14 febbraio, gli Stati Uniti d’America hanno deciso di chiudere l’ambasciata di Kiev, in Ucraina. I pochi diplomatici americani che ancora si trovano presso la struttura saranno temporaneamente reindirizzati a Leopoli, nella parte occidentale del Paese, “per via della drammatica accelerazione nell’ammassarsi delle forze russe” nelle aree di confine. A renderlo noto, è stato il segretario di Stato americano Antony Blinken che ha esortato “vivamente” tutti i cittadini statunitensi che si trovano ancora in Ucraina ad abbandonare con effetto immediato il Paese.

La decisione degli Stati Uniti e il trasferimento delle ambasciate da Kiev hanno incontrato il dissenso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha giudicato la strategia messa in atto come “un grosso errore”.

Guerra Russia Ucraina, il presidente ucraino Zelensky: “L’attacco avverrà il 16 febbraio”

In seguito alla chiusura dell’ambasciata statunitense di Kiev, l’emittente all new americana CNN ha diramato una breaking news con la quale ha annunciato che il presidente ucraino Zelensky è stato informato che l’attacco russo nei confronti della Nazione avverrà nella giornata di mercoledì 16 febbraio.

In merito all’informazione ricevuta, il presidente dell’Ucraina ha dichiarato alla Nazione: “Siamo stati informati che il 16 febbraio sarà il giorno dell’attacco. Noi lo dichiariamo, dunque, il Girono dell’Unità – e ha aggiunto –. Ho già firmato il decreto, quel giorno innalzeremo la bandiera nazionale e dimostreremo la nostra unità al mondo”.

Poco prima di ricevere l’informazione sul possibile attacco russo, il presidente Zelensky aveva rivolto alla popolazione il seguente messaggio: “Lottiamo per la pace e vogliamo risolvere tutte le questioni esclusivamente attraverso i negoziati.

Sia il Donbass che la Crimea ritorneranno all’Ucraina, esclusivamente con la diplomazia”.

CBS sulla guerra tra Russia e Ucraina: “Truppe russe in posizione d’attacco”

Oltre alla CNN, sulla vicenda è intervenuta anche la CBS che ha riferito che alcune truppe russe che si trovano in prossimità del confine con l’Ucraina hanno dato inizio alle operazioni, muovendosi in “posizioni da attacco”. La notizia diffusa dalla CBS è stata segnalata da un funzionario americano che ha anche riferito che Mosca ha programmato buona parte dell’artiglieria a lungo raggio in posizione di tiro.

Intanto, il presidente americano Joe Biden ha inviato al presidente ucraino Zelensky il seguente messaggio: “Gli USA risponderanno a un’aggressione della Russia”.

Crisi Russia Ucraina, colloquio telefonico tra Biden e Johnson: “Opportunità fondamentale per la diplomazia”

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, hanno avuto un colloquio telefonico incentrato sulla crisi ucraina e sulle tensioni che sussistono tra il Paese e la Russia. A questo proposito, entrambi i leader hanno convenuto che la situazione “resta una opportunità fondamentale per la diplomazia”.

Al termine del confronto telefonico, il portavoce di Boris Johnson ha reso noto quanto segue: “I due leader si sono aggiornati sui recenti colloqui tenuti con i loro colleghi leader mondiali e hanno convenuto che resta aperta la via della diplomazia e per la Russia di fare un passo indietro – e ha aggiunto –. Qualsiasi ulteriore incursione in Ucraina comporterebbe una crisi prolungata per la Russia e danni al mondo”.

Prezzo del petrolio in crescita dopo il trasferimento dell’ambasciata americana da Kiev

Nel momento in cui la guerra tra Russia e Ucraina dovesse tramutarsi in realtà, si innescheranno una serie di reazioni a catena che avranno ripercussioni negative in contesto internazionale. In primo luogo, si svilupperà un progressivo aumento delle quotazioni del greggio. Dopo la decisione di spostare l’ambasciata in Ucraina da Kiev a Leopoli degli Stati Uniti, infatti, il prezzo del petrolio ha già cominciato a crescere in modo sostanziale. Il Wti è salito del 2,60%, raggiungendo i 95,52 dollari a barile mentre il Brent del 2,29%, raggiungendo il 96,60 dollari. Simili cifre non si registravano dal settembre 2014.

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