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Guerra Russia-Ucraina, quali sono i rischi di una escalation nucleare

Una veduta di Chernobyl

Nella guerra Russia-Ucraina quello di una escalation nucleare non è solo un rischio diretto ma è legato ai danni militari ai siti che sono attivi

Nella guerra Russia-Ucraina ci sono alti anche se non certi rischi di una escalation nucleare, non solo legata all’utilizzo diretto di armi atomiche, ma anche alla radioattività sprigionata da centrali attaccate con armi convenzionali.

Del tema ne ha parlato in una esautiva intervista a Fanpage Paolo Zeppa, ingegnere dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione. Ha spiegato il tecnico: “La radioattività una volta messa a disposizione dell’ambiente esterno poi viaggia attraverso i venti e i movimenti delle masse d’aria che circolano nella zona, per cui a quel punto nessuno può sentirsi escluso da un eventuale impatto radiologico sul proprio territorio”.

La guerra Russia-Ucraina e l’escalation nucleare

Dopo la presa di Chernobyl e le minacce di Putin i membri dell’European Nuclear Safety Regulators Group hanno chiesto ufficialmente che in tutti gli impianti ucraini venga assicurata la possibilità al personale operativo “senza indebite pressioni, i propri compiti per garantire la sicurezza e di evitare rischi per gli impianti stessi”. L’ingegner Zeppa ha parlato poi del grado di preoccupazione: “Qui parliamo di centrali nucleari di potenza, tra cui non possiamo annoverare Chernobyl, che è un sito in decommissioning, in smantellamento, e ha un inventario radiologico importante.

Per quanto riguarda gli altri impianti ucraini di potenza che sono invece in funzione, hanno standard di realizzazioni molto più evoluti rispetto ai reattori di Chernoyl, con un elevatissimo livello di resistenza anche a sollecitazioni importanti”.

“Un attacco pesante creerebbe danni e problemi”

E ancora: “Certo, però, non possiamo identificarli come obiettivi militari. Un conto è resistere a situazioni dovute anche ad eventi naturali, come inondazioni e terremoti, e un conto è resistere a colpi di armamento pesante”.

E le conseguenze di un attacco non sarebbero piacevoli: “Dipenderanno dal tipo di danno che viene a crearsi. Un incidente nucleare con rilascio di riadiottività da una centrale in funzione è sicuramente un evento, come ci hanno dimostrato Chernobyl nel 1986 e successivamente nel 2010 a Fukushima, molto grave”.

Il comunicato contro le operazioni militari vicino ai siti nucleari

E poi: “C’è un comunicato dell’ENSREG, dove sono raccolte tutte le autorità di sicurezza nucleare europee come l’Isin, che oltre a ribadire l’evidente pericolo che una manovra militare a ridosso di un impianto può rappresentare per l’integrità dell’installazione stessa, richiama anche altri aspetti riguardanti la sicurezza nucleare: è fondamentale che gli operatori di un impianto di potenza e in funzionamento non siano soggetti a delle pressioni indebite, come quella che potrebbe manifestarsi con i prigionieri di guerra”.