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Guerra Ucraina, morto un bambino di 2 anni a nord di Kiev

Nel 22esimo giorno di guerra in Ucraina è morto un bambino di 2 anni. Lo scontro è avvenuto a nord di Kiev, nell'omonimo Oblast.

Guerra in Ucraina

Giorno 22 della guerra in Ucraina. Le truppe russe hanno bombardato l’oblast di Kiev e per l’ennesima volta hanno creato vittime tra i civili. A perdere la vita nel raid vicino alla capitale è stato un bambino.

Guerra in Ucraina, un bambino di 2 anni è morto a causa di un bombardamento russo

La piccola vittima aveva solo 2 anni ed è solo uno dei tanti bambini morti durante la guerra in Ucraina. La notizia dell’attacco da parte dell’esercito russo è stata comunicata dall’agenzia Ukrinform, che ha riportato le parole della polizia della regione di Kiev. Si legge nel comunicato della polizia: “Oggi, con l’artiglieria pesante, il nemico ha sparato sugli edifici residenziali nel distretto di Vyshhorod. Un grattacielo è stato distrutto, le case vicine sono state danneggiate.

Al momento si registra la morte di un bambino di due anni e quattro persone ferite”.

Il portavoce di Zelensky annuncia: “Necessari da pochi giorni ad una settimana per accordi”

Mykhailo Podolyak, capo negoziatore ucraino e portavoce del presidente Zelensky, ha parlato alla stampa polacca. Secondo Podolyak tra 10 giorni si potrebbe raggiungere un accordo con la Federazione Russa. Il portavoce del presidente ucraino ha dichiarato: “Potrebbero essere necessari da pochi giorni a una settimana e mezza per trovare un accordo sui punti controversi.

La firma di un accordo di pace porrà fine alla fase acuta del conflitto, ci permetterà di onorare tutti coloro che sono stati uccisi e iniziare la ricostruzione del Paese. Ma dubito che per gli ucraini la guerra finirà lì, non dopo tutto quello che abbiamo passato“.

La condanna del G7: “Autori dei crimini di guerra ne risponderanno”

I Paesi del G7 hanno duramente attaccato la Russia dichiarando che coloro che hanno commesso crimini di guerra dovranno rendere conto delle loro azioni.

Ciò che condanna il G7 sono “gli attacchi indiscriminati contro i civili” ad opera dell’esercito russo. Nella dichiarazione del G7 si legge inoltre: “A causa della ingiustificata e vergognosa guerra voluta dal presidente Putin milioni di persone sono costrette a fuggire dalle loro case, mentre è in corso la distruzione delle infrastrutture, degli ospedali, dei teatri e delle scuole“.

Draghi su Putin: “Non vuole la pace”

Il presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Mario Draghi, ha dichiarato che il presidente della Federazione Russa non sta cercando la pace. Draghi, in conferenza stampa, ha affermato:”Noi lavoriamo per la pace, ma da parte del presidente Putin non c’è volontà di cercare la pace, c’è volontà di continuare la guerra. Discorsi sui miglioramenti e progressi sui colloqui di pace sono stati smentiti stamattina dalla stessa Russia. Nei contatti sembra aprirsi una speranza che viene poi puntualmente smentita, i fatti ci mostrano che dall’inizio dell’invasione in poi una determinazione a continuare la guerra e non a cercare la pace. Non c’è stato un cessate il fuoco, ma la pace va cercata ad ogni costo

Melitopol, rilasciato il sindaco

Ivan Fedorov, sindaco della città di Melitopol, è stato rilasciato. Fedorov era stato catturato dalle truppe russe dopo l’occupazione del comune da lui amministrato. Il rapimento del primo cittadino è avvenuto venerdì 11 marzo 2022 nella Piazza della Vittoria a Melitopol. La scena era stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Il suo rilascio è avvenuto solo dopo che gli ucraini hanno consegnato alla Russia 9 dei loro soldati prigionieri. Dariya Zarivna, addetto stampa del presidente Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che i militari rilasciati erano tutti nati tra il 2002 e il 2003.

L’Iran sosterrà la Russia

Javad Owji, ministro del petrolio dell’Iran, ha incontrato a Mosca il vicepremier Aleksandr Novak. I due hanno rafforzato la cooperazione tra i due Stati. Teheran sarà pronta a sostenere Mosca nel settore dei combustibili e dell’energia. Se l’Iran vuole aiutare la Russia in questo momento economicamente difficile è perché conosce bene le sanzioni, soprattutto quelle statunitensi. Owji ha dichiarato: “La Russia ci è stata accanto quando siamo finiti sotto sanzioni, quindi oggi consideriamo nostro dovere essere accanto alla Russia in queste difficili condizioni e fornire assistenza“.

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