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Guerra Ucraina, Papa Francesco è pronto per far visita a Kiev

Papa Francesco potrebbe far visita a Kiev: le parole del Pontefice sul volo per Malta e il discorso al Palazzo del Gran Maestro.

papa francesco kiev

Papa Francesco sta prendendo in cosiderazione l’idea di fare visita a Kiev, dopo le numerose richieste di ambasciatori e politici ucraini.

La possibile visita a Kiev di Papa Francesco

Mentre il Pontefice si trovava su un aereo in direzione Malta, si è concesso di rispondere ad alcune domande di giornalisti presenti sul volo.

In particolare, uno dei temi più ricorrenti – inevitabilmente – è stato quello della guerra in Ucraina.

Un giornalista gli ha espressamente domandato se stesse prendendo in considerazione l’idea di fare visita a Kiev, soprattutto dopo le parole dell’ambasciatore al Vaticano, Andriy Yurash, e della stessa First Lady ucraina, Olena Zelenska.

«Si, è sul tavolo». Questa la risposta di Papa Francesco.

Il Papa continua a pregare per la pace

«Ora, nella notte della guerra che è calata sull’umanità, non facciamo svanire il sogno della pace. […] Pensavamo che invasioni di altri Paesi, brutali combattimenti e minacce atomiche fossero ricordi oscuri di un passato lontano. Ma il vento gelido della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, si è abbattuto con prepotenza sulla vita di tanti e sulle giornate di tutti».

Queste le parole di Papa Francesco durante il suo discorso nel Palazzo del Gran Maestro a La Valletta, capitale dell’isola di Malta. Il Santo Padre ha poi voluto ringraziare l’operato dell’isola per quanto riguarda il supporto ai rifugiati dall’Ucraina, e ha esortato ancora una volta l’Europa a prendere una posizione decisa e ad apportare aiuti più concreti.

L’appello di Papa Francesco

Infine, ha concluso il suo intervento al Palazzo del Gran Maestro esortando tutti a non avere paura di chi ci appare come diverso e chi arriva in cerca di aiuto.

Essere pronti ad accogliere i migranti senza timore:

«Aiutiamoci a non vedere il migrante come una minaccia e a non cedere alla tentazione di innalzare ponti levatoi e di erigere muri. L’altro non è un virus da cui difendersi ma una persona da accogliere».

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