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Guerriglia per la partita Italia Serbia

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Scene di veria e propria guerriglia quelle che si sono viste ieri sera a Genova in occasione della partita Italia Serbia, valevole per la qualificazione agli europei 2012. Alcune centinaia di ultras serbi, già dal pomeriggio avevano assalito il pullman della loro squadra minacciando il portiere Stojkovic accusato di essere il responsabile della figuraccia rimediata durante la partita con l’Estonia (partita persa 3-0) e, una volta giunti allo stadio, hanno lanciato fumogeni e bengala in campo, e vandalizzato gli spalti e le reti di recinzione rendendo impossibile lo svolgimento della partita. Gli scontri erano poi deflagrati all’ uscita dello stadio, quando tutto il pubblico era tornato a casa e anche Italia e Serbia erano rientrate nei rispettivi alberghi.

La guerriglia è durata fin oltre le due di notte.

In mattinata, il bilancio della Questura parla di 16 feriti, di cui due carabinieri, e 17 arrestati. Tra loro c’é anche l’uomo tatuato che, tronchesi alla mano, ha tagliato la rete della gabbia all’ interno della quale, dentro lo stadio, erano stati confinati i circa 2.000 hooligan di Belgrado. Lo hanno trovato le forze dell’ordine dopo le perquisizioni andate avanti tutta la notte: era nascosto nel vano motore di uno dei pullman che avrebbero dovuto riportare a casa gli ultras. E’ stato identificato attraverso una data che è tatuata sull’avambraccio dell’uomo.
Oggi sono arrivate le scuse della Serbia. «Quanto accaduto a Genova – spiega Sanda Raskovic-Ivic, ambasciatore a Roma – è una disgrazia, un vero incubo. Io e tutti noi serbi ci vergognamo molto.

Colgo l’occasione per inviare al popolo italiano le scuse dell’ambasciata, del governo e del popolo di Serbia per quanto accaduto». L’ambasciatore ha tuttavia sottolineato che «questi sono ultrà delinquenti non rappresentano in alcun modo il popolo serbo».

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