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Ora legale 2019: quando cambia l’orario e cosa comporta
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Ora legale 2019: quando cambia l’orario e cosa comporta

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Ritorna l'ora legale: da domenica 31 marzo potremo godere della luce del giorno per più tempo. A trarne beneficio sarà anche il nostro corpo

Domenica 31 marzo le lancette dei nostri orologi si sposteranno avanti di un’ora: tornerà l’ora legale. Dormiremo meno ma potremo godere di 60 minuti di luce solare in più: i benefici sul nostro corpo saranno notevoli. Il tema è argomento di dibattito anche in Commissione europea: molti hanno proposto di abolire il cambio dell’ora, ma tutte le decisioni sono state rinviate al 2021.

Ora legale in Italia e in Europa

Nella notte tra il 30 e il 31 marzo le lancette degli orologi italiani passeranno dalle 2.00 alle 3.00. L’ora legale è stata introdotta in Italia nel 1916 ma l’entrata in vigore ufficiale risale al 1965. In Europa l’adozione dello stesso calendario da parte degli stati membri è avvenuta nel 1996. Da domenica, dunque, gli italiani potranno godere di un’ora di luce in più durante il giorno, ma perderanno 60 minuti di riposo per la prima notte. Fino ad ottobre resterà in vigore l’ora legale, poi si passerà di nuovo a quella solare.

In tutto il continente europeo sono solo cinque i paesi che non spostano le lancette: Russia, Georgia, Bielorussia, Turchia e Islanda. Le prime tre utilizzano solo l’ora solare, le rimanenti solo quella legale.

Ora legale: dove si adotta nel mondo

Oltre all’Unione Europea, esistono anche altri paesi che adottano l’ora legale. Tra questi rientrano alcuni stati governati dalle Autorità palestinesi come il Libano, Cipro, la Siria, Israele, l’Iran e la Giordania. Dall’altra parte del globo, il cambio dell’ora è praticato anche dal continente oceanico: Samoa, Fiji, Nuova Zelanda e Australia. In America latina, invece, solo Brasile, Paraguay, Uruguay e Cile adottano l’ora legale, mentre in America del Nord è ormai una consuetudine. L’Africa, infine, adotta un cambio diverso: le lancette vengono spostate alla prima domenica di settembre e alla prima di aprile. Esistono anche dei paesi che non spostano le lancette degli orologi. In Asia e nella maggior parte dell’Africa non si cambia l’orario, così come in molti paesi dell’America del Sud. L’Argentina segue tutto l’anno l’ora legale, mentre Ecuador, Colombia, Perù, Venezuela e Suriname mantengono quella solare.

Ora legale: benefici, vantaggi e disturbi

Il cambio dell’ora porta delle ripercussioni economiche e fisiche: le prime colpiscono gli stati, mentre i benefici o i disturbi li sentiremo sul nostro organismo. Il cambio dell’ora ci regala più ore solari: un’ottima notizia per coloro che trascorrono la maggior parte della giornata fuori casa. La luce del sole garantirà una produzione maggiore di vitamina D nell’organismo. Purtroppo le persone più sensibili potrebbero lamentare dei disturbi di insonnia, stress e spossatezza. Inoltre, il cambio dell’ora porta anche benefici economici. A confermare quest’ipotesi sono stati i dati raccolti tra il 2004 e il 2012: in questi anni gli italiani hanno risparmiato circa 6 miliardi di euro riducendo il consumo di energia elettrica.

Ora legale: il dibattito europeo

Lo scorso agosto il presidente della Commissione europea, Jean Claude Junker, lanciò la proposta di abolizione del cambio dell’ora. Secondo un’indagine, risultò favorevole oltre l’80% della popolazione europea. L’obbiettivo è quello di lasciare la decisione ai singoli stati membri: ogni nazione potrà così decidere autonomamente se seguire o meno il cambio dell’ora. La cancellazione dell’alternanza tra ora legale e ora solare era prevista già dal 2019, ma tutte le decisioni sono state rinviate almeno al 2021. Questa proposta contiene, infatti, alcune criticità: prima tra tutte la perdita dei vantaggi economici sui consumi di energia elettrica. Inoltre potrebbero esserci dei costi di aggiornamento dei software degli apparecchi elettronici che cambiano automaticamente gli orari: smartphone, computer e altri dispositivi tecnologici. Infine, i vari apparecchi sanitari o turistici dovranno essere adeguati e riprogrammati al cambiamento.

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