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Scuola, supplenze: come farle senza abilitazione

I concorsi per gli insegnati sono sempre meno in Italia per questo moltissimi neolaureati decidono di fare delle supplenze temporanee.

supplenze scuola
supplenze temporanee

Entrare a far parte del mondo della scuola può sembrare molto complicato, dato che i concorsi non vengono fatti regolarmente e l’inserimento nelle graduatorie è pieno di ostacoli burocratici. Tuttavia, esiste un mezzo piuttosto rapido per prendere contatto con questa attività e svolgere alcune significative esperienze: la domanda diretta ai direttori didattici e presidi di scuola secondaria.

Supplenze, la situazione attuale

La situazione delle supplenze nelle scuole italiane negli ultimi anni ha subito alcuni significativi cambiamenti. La disponibilità attuale di nominativi nelle graduatorie delle singole scuole è in genere abbastanza ampia, ma con significative differenze tra Nord e Sud d’Italia. In genere, il docente che intende accedere alle graduatorie d’istituto vive nelle vicinanze dell’istituto scolastico di riferimento, per cui il problematico squilibrio nella ripartizione degli insegnanti tra le diverse parti d’Italia risulta ancora più accentuato.

Si può dire che le scuole del Centro-Nord soffrono di una cronica mancanza di nominativi disponibili, per cui sono spesso costretti ad accettare candidature anche di personale non specificamente qualificato e a volte non laureato.

E’ noto che la disponibilità di personale abilitato è stata molto abbondante per molti anni in quasi tutte le classi di concorso. Le graduatorie di istituto, tuttavia, hanno sempre obbedito a una logica diversa, dato che il personale abilitato aspirava piuttosto ad un posto a tempo indeterminato, e spesso i nominativi degli abilitati non comparivano nelle graduatorie di istituto. Con i recenti cambiamenti nella disciplina degli esami di abilitazione, il quadro è parzialmente cambiato. In effetti, le graduatorie di personale abilitato risultano snellite in modo significativo, dato che i concorsi più recenti sono stati pianificati con l’intento di reclutare esattamente il numero di insegnanti necessario alla copertura dei posti disponibili.

Soprattutto nelle discipline scientifiche e tecniche, le graduatorie permanenti risultano molto snellite. Per conseguenza, il numero degli aspiranti alle supplenze temporanee è lievemente aumentato. La tradizionale separazione tra “titolari” e “supplenti” assume oggi molta minore importanza rispetto al passato. Il numero delle cattedre affidate a personale non stabile è decisamente aumentato; inoltre, l’autonomia scolastica e la discrezionalità dei direttori e presidi nell’assegnare i compiti al personale hanno certamente contribuito a una maggiore fluidità nella gestione del personale scolastico. Il compito del supplente temporaneo in questo quadro può risultare senza dubbio più incisivo.

Come diventare un supplente temporaneo

Per questo tipo di domande, i passaggi da effettuare sono semplici: ogni singolo istituto cura un elenco di docenti disponibili per supplenze temporanee, da contattare in caso di assenza prolungata di un docente.

I nominativi per le supplenze di durata medio-lunga (superiori a tre mesi) sono da attingere alle graduatorie provinciali; ma, nel caso di una supplenza più breve o di durata indeterminata, si attinge appunto alle graduatorie di istituto. Da esse, il direttore o preside può attingere basandosi sulle esigenze del posto da ricoprire, di per sé senza costrizioni per quanto riguarda l’ordine di graduatoria. La domanda da parte degli aspiranti alle supplenze temporanee va presentata in carta semplice direttamente al direttore dell’istituto presso il quale si aspira a esercitare la supplenza. La segreteria accoglie la domanda e provvede ad aggiornare l’elenco delle disponibilità, con l’avvertenza che si può essere convocati anche in breve tempo, e che bisogna dimostrare una certa flessibilità nel rendersi disponibili a coprire le esigenze che possano presentarsi.

In definitiva, il lavoro di supplente in una scuola sia primaria che medio-superiore non è certo dei più semplici. Bisogna avere passione per l’insegnamento, spirito di adattamento e anche prepararsi a fronteggiare le situazioni più diverse, con un certo svantaggio rispetto al titolare di cattedra nel compito di tenere la disciplina e di portare a termine un coerente programma di studi. Come per tutte le professioni legate all’insegnamento, si tratta tuttavia senza dubbio di un’ottima opportunità per le persone dotate di creatività e desiderose di comunicare conoscenze e la loro professionalità.


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