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Perché si digrignano i denti nel sonno: le cause del bruxismo
Benessere

Perché si digrignano i denti nel sonno: le cause del bruxismo

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A tutti sarà capitato di svegliarsi con mandibola e collo doloranti. Potreste soffrire di bruxismo, uno sfregamento invlontario fra le arcate dentali.

Molte persone nell’arco della notte stringono e digrignano i denti; questo gesto, del tutto involontario, viene eseguito in media dal 12,5% della popolazione e prende il nome di bruxismo. Tale affezione, frequente anche negli infanti, può essere la mera conseguenza di particolari condizioni fisiche e psicologiche. Cerchiamo, dunque, di capire quali sono le cause, i sintomi e i possibili trattamenti da intraprendere al fine di correggere definitivamente questo sgradevole e pericoloso disturbo.

Perché si digrignano i denti nel sonno?

Gli episodi, che si manifestano generalmente nelle ore notturne, durano alcuni secondi, ma gli attacchi sono destinati a ripetersi più volte e questo può portare a un’eccessiva usura della superficie dentale con conseguente erosione. Le cause di quest’affezione non sono ancora oggi ben note, ma le ipotesi più accreditate parlano di possibile predisposizione genetica, disturbi di malocclusione (allineamento imperfetto tra l’arcata superiore e inferiore), ansia, stress, tabagismo e abuso di alcolici e caffeina.

Questa sgradevole condizione può inoltre manifestarsi, specie in età prescolare, nei bambini e le sue cause devono essere ricercate in otiti, eruzione dei denti, disagio psicologico ed errato sviluppo della mandibola.

Il bruxismo si contraddistingue per una sintomatologia ben precisa che prevede:

  • dolore a carico dell’articolazione mandibolare;
  • progressiva usura dei denti e aumento della sensibilità dentale a causa della perdita di smalto;
  • alterazione del ritmo sonno-veglia perché non si riesce a riposare bene;
  • tensione muscolare a carico del tratto cervicale;
  • mal di testa, senso di stanchezza e dolore in corrispondenza di collo e spalle (specie nelle prime ore del mattino).

Questo sbarramento involontario delle arcate dentali non deve, in alcun modo, essere trascurato perché le sue conseguenze sono potenzialmente spiacevoli; l’usura dello smalto dentale causa un aumento della sensibilità a freddo e caldo e tutto ciò si traduce, con il passare del tempo, in un dolore continuo.

Lo sfregamento ripetuto può, inoltre, portare a delle vere e proprie spaccature a carico dell’intera struttura dentale; alcuni soggetti possono, infine, accusare una certa difficoltà per aprire e chiudere la bocca.

Digrignare i denti nel sonno: diagnosi e cura

Tutti coloro che avvertono uno o più sintomi devono prenotare, quanto prima, una visita di controllo presso il proprio dentista di fiducia. Lo specialista esamina la bocca al fine di rilevare usura ed eventuali lesioni a carico dei singoli elementi. Il paziente, se necessario, può inoltre essere sottoposto ad alcuni accertamenti supplementari quali l’ortopantomografia (la panoramica evidenzia possibili malocclusioni) e la polisonnografia (test che viene eseguito al fine di valutare la qualità del riposo notturno).

Il bruxismo può essere trattato ricorrendo a cure odontoiatriche, tecniche di rilassamento e dispositivi medici dedicati. Le prime sono indispensabili per correggere possibili malocclusioni (questo tipo di approccio permette di risolvere il disturbo in via definitiva), mentre un sostegno di tipo psicologico è essenziale per alleviare stress e tensioni emotive (l’esperto può, inoltre, sottoporre il paziente a trattamento farmacologico dedicato a base di antidepressivi e ansiolitici).

Il bite dentale, apparecchio in materiale resinoso, viene invece posizionato tra l’arcata superiore e quella inferiore al fine di ammortizzare lo sfregamento tra i denti.

Questa semplice mascherina, disponibile in diverse versioni, protegge le due arcate e favorisce l’allungamento della muscolatura riducendo l’azione esercitata dai muscoli adibiti alla masticazione. Il bite può essere acquistato in farmacia, ma è sempre preferibile rivolgersi al proprio odontoiatra di fiducia che, dopo aver preso le impronte dentali, realizza un dispositivo che risponde alle esigenze dell’assistito e diagnostica altre eventuali malattie dei denti.

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