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Carenza di ferro nel sangue: cause, sintomi e cure

Carenza di ferro nel sangue. Da cosa deriva e cosa comporta la sua mancanza e le cure per ristabilire l'equilibrio.

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carenza del ferro

Anemia da carenza di ferro, detta anche anemia sideropenica, è un problema fisico legato a un ridotto quantitativo di ferro nel sangue. Affinché sia definita tale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i valori di emoglobina nel sangue devono essere inferiori ai 12 grammi per decilitro (g/dL) nelle donne e inferiori ai 13,4 grammi per decilitro (g/dL) negli uomini. Il ferro è un minerale fondamentale nella costituzione dell’emoglobina, la molecola contenuta nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno dai polmoni al sangue e successivamente a tutte le altri parti del corpo.

Carenza di ferro nel sangue: cause

La causa principale da carenza di ferro nel sangue è il tipo di dieta assunta, perché un apporto ridotto di carni, soprattutto rosse, e l’assunzione esclusiva di cereali integrali e verdure, come nel caso di diete vegetariane e vegane, comportano una serie di conseguenze sull’organismo che, con il passare del tempo, diventano sempre più accentuate e gravi.

A contribuire, l’assunzione di lassativi, diarrea, acloridria, gastriti, infezioni e abuso di regolarizzatori gastro-intestinali, che favoriscono una veloce evacuazione senza permettere un adeguato assorbimento del ferro.

Alcune patologie come la celiachia, colite ulcerosa e il morbo di Crohn possono provocare sanguinamento e interferire con l’incorporamento del minerale, riducendone il livello. Anche per perdite ematiche relative a mestruazioni, in gravidanza o allattamento è sempre consigliato assumere un maggior quantitativo.

Carenza di ferro: i sintomi

I sintomi più comuni causati dalla carenza di ferro sono:

  • debolezza: sentirsi sempre esausti rappresenta uno dei sintomi principali, come avere il fiato corto durante una sessione di allenamento o anche semplicemente salendo una rampa di scale o percorrendo un centinaio di metri. Il ferro aiuta a limitare la sensazione di stanchezza;
  • indebolimento: delle unghie che fin da subito risultano più fragili, e dei capelli, che ricevono meno ossigeno diventando secchi e visibilmente danneggiati;
  • pallore: visivo, accompagnato da vertigini e capogiri o mal di testa persistente risultano essere dovuti alla scarsa quantità di ossigeno che viene trasportata nel sangue;
  • sangue nelle feci: la difficoltà ad evacuare e la presenza del sangue all’interno delle feci può rappresentare un sintomo della carenza di ferro, anche se le cause potrebbero essere molteplici, per cui è necessario un immediato controllo dal medico;
  • insonnia: non riuscire a prendere sonno in alcun modo e risultare evidentemente irritabili, possono essere conseguenze di un abbassamento dei livelli del ferro nel sangue.

Le cure

Alimentazione: bisogna, prima di tutto, integrare nella propria dieta alimenti ricchi di ferro come la carne, frutta secca, verdure a foglia verde, uova, soia, funghi, legumi e frutti di mare.

Si suggerisce di affiancare la vitamina C che aiuta ad assimilare il ferro, che ne migliora l’assorbimento al livello intestinale e permette di ristabilire i valori di emoglobina.

Gli integratori alimentari sonoun modo alternativo per assumere un quantitativo di ferro adatto al ripristino delle normali funzionalità dell’organismo sono gli integratori alimentari. In base alla carenza, all’età e all’efficacia di assorbimento permettono di colmare la ridotta quantità di ferro. L’alga spirulina è un particolare alimento, facilmente reperibile in erboristeria, è molto efficace nel trattamento dell’anemia per l’integrazione di ferro che offre. Nel caso delle anemie più pregresse e gravi, il medico può prescrivere anche una terapia endovenosa con lo scopo di somministrare ferro direttamente nel sangue.


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